• Le vie della spesa pubblica italiana sono infinite, come la fantasia di cui il nostro popolo, elettori ed eletti, è dotato. Peccato che le nostre risorse fiscali siano invece finite, in ogni senso;
  • La rendicontazione come malattia esantematica del grillismo;
  • Del resto, il MES pandemico è una diabolica trappola in cui il creditore non vede l’ora di perdere soldi;
  • Meno concorrenza, agevolazione “involontaria” di mercati locali proni a collusione (oltre che ad infiltrazioni criminali), mano libera di firmare per i burocrati incapaci o corrotti, purché evitino il dolo. Ecco il “decreto semplificazioni“;

La pandemia ha colto gli stati in condizioni fiscali molto diverse. La Germania ed i cosiddetti “frugali” (il termine deriva, presumo, dai loro surplus di bilancia commerciale, che spesso fa dire che paesi in queste condizioni vivrebbero al di sotto dei propri mezzi) hanno avuto spazio per un vigoroso impulso fiscale espansivo; altri, tra cui il nostro, giunti all’appuntamento col destino in ben altre condizioni fiscali, sono costretti a sperare in sussidi esterni o improbabili cancellazioni di debito. Ci sono anche paesi giunti alla pandemia con una pressione fiscale relativamente bassa, ed ora devono decidere che fare.

di Vitalba Azzollini

Continuano gli “effetti speciali” per stupire categorie di cittadini vari. Dopo il voucher per le donne aspiranti manager, arriva quello per i nonni (o parenti a scelta) sotto forma di “bonus baby sitting”. In buona sostanza, un atto di affetto, gratuito per definizione, reso nell’ambito di una delle relazioni familiari più solide – quella tra nonni e nipoti – viene ricondotto nell’alveo dei rapporti di lavoro, che invece esigono un compenso monetario.

Ieri è formalmente scaduto il termine utile per negoziare una proroga del regime transitorio tra Regno Unito e Ue, durante il quale i britannici continuano ad accedere a unione doganale e mercato unico. Dovrebbe quindi essere confermato che, il prossimo primo gennaio, il Regno Unito regolerà i propri rapporti con l’Unione o a mezzo di un trattato di libero scambio approvato nel frattempo, oppure con le tariffe doganali standard della WTO. Premesso che, se volete i miei due centesimi, quella di ieri era una finta deadline, non è di questo che voglio parlarvi, oggi.

Questa settimana, fenomenologia di Mariana Mazzucato, l’accademica teorizzatrice dello Stato imprenditore ed innovatore, da qualche mese consulente del presidente del consiglio per innovazione e cambiamento del modello di sviluppo italiano. Michele ed io abbiamo ritenuto che fosse tempo di analizzare la visione del mondo di Mazzucato, prendendo le mosse dal suo ultimo op-ed divulgativo, scritto con Antonio Andreoni e pubblicato su Project Syndicate.

  • Come non lanciare una pubblica consultazione: la casa di vetro oscurato e le “worst practices” dell’ultimo di una lunga serie di narcisi della politica;
  • La repubblica delle mance evolve: dalle imposte sostitutive a bonus e voucher. Sono gli effetti di una crisi fiscale sempre più profonda. Ora si cercano i soldi europei per l’ennesimo rinvio del redde rationem;
  • Quanti dipendenti pubblici posti in smart working hanno in realtà fruito di una cassa integrazione impropria, retribuita al 100%? Tentiamo una stima realistica;
  • Per Alitalia, una discontinuità molto continua. E ancora il modello preferito dai nostri pianificatori centrali: quello URSS-Ilva;