• Il loquace e creativo presidente Inps (quello che aumenterebbe la produttività tagliando le ore lavorate) vuol far concorrenza ai fondi pensione integrativi. Ma su basi rigorosamente patriottiche;
  • Le misure di produttività nella PA sono uno stato d’animo, la (piccola) retribuzione variabile diventa fissa. In mancanza di meglio, si tiene il personale tra le mura dell’ufficio;
  • Come prendere una direttiva europea e tradurla al contrario: l’Italia colpisce ancora;
  • Deutsche Bank tenta la ristrutturazione esistenziale. Agli italiani, dopo molti miliardi di soldi dei contribuenti immolati per salvare banche solidissime, resta una ricca porzione di Schadenfreude. Sempre meglio che la coprofagia;
  • Italiani alla ricerca del salario minimo europeo, ma solo dopo aver risolto l’annoso problema dell’analfabetismo funzionale;
  • Altro ricorrente malinteso italiano: ricercare soluzioni di mercato senza accorgersi che il mercato si è già espresso;
  • Nuova importante riforma pentastellata: obbligo di redazione di contratti con figure da colorare;
  • Ripetete con me: il congiuntivo esortativo si declina al presente;
  • Capitan Ganassa torna a minacciare fuoco e fiamme in Europa, dopo l’ultimo esaltante successo;

Il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha da sempre forte assertività sui temi economici e politici a rilevanza sociale. A volte, tale assertività travalica il suo mandato istituzionale, forse perché Tridico si esprime ancora da economista-demiurgo (antico vezzo della categoria) prima che da presidente dell’istituto di previdenza pubblica. Ieri ha rilanciato un suo vecchio pallino ed ha lanciato l’ipotesi di fare dell’Inps anche un player della previdenza integrativa.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

se l’attenzione sulla produttività della pubblica amministrazione si riduce alla disciplina dei metodi necessari per assicurare che chi affermi di essere presente in servizio lo sia davvero (oggetto principale della legge “Concretezza”), non è solo per la fortuna mediatica dell’argomento. È anche per la perdurante assenza di metodi e strumenti per valutare l’attività svolta, connessa anche a cervellotiche procedure contrattuali, capaci di portare al paradosso.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

tra i molti sconquassi creati dal Codice dei contratti v’è quello dell’introduzione del principio di rotazione, qualora l’importo a base di gara sia inferiore alle soglie comunitarie (nel caso di forniture o servizi) o a specifiche soglie indicate dal codice stesso (nel caso di lavori). Il principio è fissato dall’articolo 36, comma 1, del codice, norma deputata a regolare gli appalti cosiddetti “semplificati” sotto soglia. Che, poi, semplificati non lo sono affatto.

Un paio di anni addietro ho scritto un post, sulla pluriennale e persistente crisi di Deutsche Bank. In quel post esprimevo l’opinione che la banca tedesca si sarebbe tratta d’impaccio, pur se al termine di un processo molto complicato ed altrettanto doloroso. Da allora sono cambiati i vertici aziendali ed i business plan sono stati continuamente riscritti ed aggiornati, senza apprezzabili risultati. Ora (forse) siamo alla svolta.

Iniziamo come al solito con l’attualità interna ed internazionale, col trionfo del governo italiano in Europa, della correzione di bilancio che non lo era ma che sottrarrà comunque otto miliardi all’economia del paese, ma che ha causato un rally del Btp (pure coincidenze, per carità), e delle “soglie psicologiche” di un paese la cui economia stagna ma che secondo qualcuno ha un mercato del lavoro vibrante. Seguono i due temi centrali della puntata.

  • I nostri eroi trovano otto miliardozzi assai poco strutturali, evitano (per ora) la procedura d’infrazione Ue e scatenano gli acquisti sul Btp. Un anno buttato ma qualche fesso applaude;
  • Sinistre similitudini tra Alitalia e Carige, nel modello pubblico-privato all’italiana che serve solo ad amplificare danni e perdite per i contribuenti;
  • La vera storia dei miracoli del Decreto Dignità, ultima patacca italiana;
  • Tra peculiarità del nostro mercato del lavoro e risorse comunque insufficienti, i centri per l’impiego restano ai margini;
  • Sul disastro demografico italiano, che diverrà disastro economico e finanziario, pure deliberatamente accelerato;
  • Ricordate la storia dei pifferi di montagna? Ecco, quella;
  • Sono favorevole a legalizzare gli stupefacenti, anche le droghe pesanti, visto che già viviamo in uno stato allucinatorio di massa;
  • Zitti zitti, stretti stretti;
  • Per fortuna che c’è l’amico di Salvini a proteggerci;
  • Nel frattempo, c’è Giggino lo stratega che negozia da par suo. I dipendenti Ilva si mettano al riparo, col resto del paese;