Dopo mesi di annunci, il consiglio dei ministri ha finalmente approvato fin nei dettagli il reddito di cittadinanza e quota 100 (anticipo pensione). Solo per il 2019 costerà 10 miliardi ed interesserà una platea teorica di 10 milioni di persone. Entrambi i provvedimenti avranno però dei limiti: temporali per l’anticipo della pensione (sperimentazione di tre anni), e di spesa (6 mld per il 2019) per il reddito di cittadinanza.

  • “Nazionalizzare, e nazionalizzeremo!” Dopo la fine della povertà, i nostri eroi ora puntano a sopprimere il rischio di credito. O più probabilmente al Venezuela;
  • Le richieste della Bce sui crediti deteriorati non saranno il maggior problema per le nostre banche nei prossimi anni;
  • In attesa di vicini delatori ed agenti provocatori nei cda, ecco i suggerimenti gialloverdi per bloccare l’erogazione di credito nelle Banche del Popolo;
  • Basta precari! A raggiungere lo storico traguardo ci aiuteranno i precari chiamati navigator;
  • “Non ci saranno penalità per i pensionamenti a Quota 100”. E vorrei anche vedere, vista la mazzata attuariale che quella quota causa già da sola;
  • Il settore automotive come quello del credito: alle prese con una profonda trasformazione. La transizione, come sempre, non sarà indolore;
  • Il Gran Piano Sovrano per trovare capri espiatori è in azione sui demenziali rimborsi ai risparmiatori “truffati”;
  • Quando non si esibisce in ributtanti video propagandistici, l’onorevole avvocato Bonafede si diletta di economia;
  • Annunciare misure-boomerang con ampio anticipo, prendere il boomerang sui denti, fare retromarcia e rilanciare da televenditori. Sono loro o non sono loro? Cerrrrto che sono loro!

di Massimo Famularo

La comunicazione inviata dalla BCE a MPS con l’indicazione rivedere la valutazione contabile dei propri crediti deteriorati sembra aver sorpreso alcuni giornalisti, storicamente abituati a ritenere che il vino sia buono se lo dice l’oste, e qualche gestore di fondi azionari ipersensibile, per il quale nel dubbio è sempre meglio gettar via il bambino insieme all’acqua.

Si prepara, pare, il lancio di nuove gride di manzoniana memoria sulle banche, per opera della preparatissima maggioranza gialloverde; in particolare della componente gialla, che assai raramente perde occasione per dimostrare la propria incompetenza in materia di regolazione del credito (oltre che su tutto il resto). Molti effetti collaterali avversi, altrettanta impraticabilità delle nuove norme di “regolazione”, ma molta coreografia populista ad uso di stimolazione delle ghiandole salivari del popolo stressato.

di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

finalmente si riesce a capire (?) qualcosa di più sui navigator. Sembra di aver compreso che:

  1. la legge di bilancio 2019 finanzia 4.000 assunzioni nei centri per l’impiego allo scopo di rafforzarli, ma non saranno questi a svolgere (almeno non necessariamente) la funzione di navigator;
  2. è il decreto legge sul reddito di cittadinanza a prevedere un finanziamento per avviare 4.000-4.500 navigator.

Prima di andare al nocciolo della questione, Titolare, Le racconto una breve storia.

La surreale idea di nazionalizzare l’istituto genovese e fonderlo con MPS dovrebbe servire a sconfiggere il rischio di credito

di Mario Seminerio – Il Fatto Quotidiano

Dalla grandinata di bellicose dichiarazioni politiche sulla vicenda del salvataggio di Carige, spicca la persistente suggestione a creare una “banca d’investimento dello stato”, in grado di “prestare ad imprese e cittadini”. Magari attraverso la fusione con MPS.

La legge di bilancio sarà pure legge ma il suo contenuto resta ancora misterioso. Noti i numeri dei saldi e l’ammontare del deficit, il resto rimane ancora da scoprire.
Reddito e pensioni di cittadinanza, così come quota 100, restano incredibilmente ancora alla mercé della trattativa tra M5S e Lega.
Ne parliamo con Mauro Maré, ordinario di Scienza delle finanze alla Luiss ed esperto di welfare.