Per l’attualità della settimana, il balzo della cassa integrazione nel 2019, che si chiude con un’impennata della ordinaria, segno di affaticamento crescente della congiuntura. Forse anche questo spiega il fantomatico “boom” di occupazione. Le stime di Bankitalia su Quota 100 che non causa aumenti bensì riduzione di occupazione; il gran baccanale della fiscalità generale, a cui attingere per pensioni che saranno sempre più misere e miserabili, sino al collasso del paese.

Siamo ormai giunti al momento atteso da quasi quattro anni: il Regno Unito esce dalla Ue. Almeno, questa è la nota che accompagna la data del 31 gennaio 2020. Dal giorno successivo, inizierà un percorso molto problematico, con un traguardo assai ravvicinato: il 31 dicembre di quest’anno. In quella data, almeno secondo Boris Johnson, dovrà essere operativo un trattato di libero scambio tra Regno Unito e Unione europea.

C’è un tema che scorre, neppure troppo sottotraccia, nel desolante dibattito politico di questo periodo: che fare delle pensioni, quando la cosiddetta “sperimentazione” di Quota 100 giungerà al termine, il prossimo anno? Tra le tante emergenze fatte in casa, con cura artigianale, l’Italia ha anche questa, e più in generale ha lo stato allucinatorio che porta a credere di poter innalzare le pensioni quando si è nel mezzo di una delle peggiori crisi demografiche da tempo immemore ed il paese non cresce.

di Alessio Argiolas

Abbiamo appena conosciuto la manovra di bilancio 2020, che per gli anni a venire ricambierà il contribuente, conoscendolo in senso biblico. Come ogni anno l’Epifania tutte le feste si porta via, ma lascia in dono il decreto mille proroghe: una sorta di trenino di capodanno, dove il Legislatore invagona quanto scordato o tardivamente rettificato.

  • Attendendo che il Sacro Graal della legge elettorale produca governi a prova di realtà, la reazione alla stagnazione moltiplica i suggerimenti a rinchiudere gli italiani ed i loro risparmi entro i patri confini;
  • Rompete il termometro, il salario salirà: la soluzione del presidente Inps per far aumentare i salari con la sola imposizione delle mani;
  • La grande sfida del sistema paese Germania per riconvertire all’elettrico l’industria dell’auto. Di quanto verranno accorciate le catene del valore per tutelare l’occupazione?
  • Fantasie sinistre: la maxi mancia della maggiore età, finanziata…indovinate come;

Per l’attualità della settimana, la riforma costituzionale russa annunciata da Vladimir Putin, che lo porrà al vertice dello stato ancora per lungo tempo e gli consentirà di controllare i suoi aspiranti eredi; l’accordo sino-americano sul commercio, primo piccolo passo di un lungo ed accidentato percorso: le teorie sovraniste-cospirazionistiche sulla caduta di Bettino Craxi per mano di non troppo oscuri poteri stranieri e la realtà, fatta di persistente incapacità italiana di adeguarsi al contesto esterno.

In Italia abbiamo una certezza: ogni legislatura ha il suo tentativo di produrre una nuova legge elettorale, costruita in modo sartoriale per premiare la coalizione pro tempore al governo, o più spesso per penalizzare l’opposizione, e destinata ad essere affondata dal voto degli elettori. La legge elettorale spesso è la matrice che deve produrre governi stabilissimi ed in grado di distillare le pozioni miracolose che porteranno alla rinascita economica. Tali pozioni tendono ad essere differenziate per schieramenti, tra destra e sinistra, ma entrambe fanno leva sul feticcio del moltiplicatore keynesiano.

Audito ieri in Commissione Lavoro alla Camera riguardo alle proposte di legge sulla rappresentanza sindacale, che si intrecciano anche col dibattito su come strutturare un’ipotesi di salario minimo, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, ha rivelato alla nazione come innalzare i salari “automaticamente” e vivere felici. Come non averci pensato prima?