di Luigi Oliveri

Egregio Titolare,

niente affascina cacicchi, assessori, funzionari quanto la frase “Dottò, se pijamo ‘n caffè pe’ parla’ de quaa pratica? Nun se po’ fa’ gnente pe’ accelerarla?“. È il “contatto diretto” con il geometra, il consulente, l’avvocato, l’intermediario, che dà l’inebriante senso del “potere”, di “contare” qualcosa.

di Vitalba Azzollini

In articoli precedenti si è esposta l’erosione di diritti e libertà operata mediante misure tese a contrastare il Covid-19. Sono stati indicati vari fattori che hanno concorso a un metodo che si è definito, in modo più o meno figurato, da Stato di polizia. Ora ci si chiede quale sistema di controllo sarà adottato per la cosiddetta fase 2. Perché, se anziché inseguimenti con droni ed elicotteri, si useranno metodi di “inseguimento” tecnologico non idonei, diritti e libertà continueranno a essere minati senza esiti apprezzabili.

di Francesco G. Capitani

Molti leggono le FAQ – Frequently Asked Question – del Governo e del Ministero della Salute per comprendere cosa devono e possono fare durante l’emergenza sanitaria in corso. Ad esempio, probabilmente toccherà alle FAQ specificare cosa si intende per “congiunto” la cui visita consentirà di poter derogare ai limiti di circolazione sul territorio nazionale. Si tratta dell’ultima novità dichiarata dal Presidente del Consiglio la sera del 26 aprile.

Oggi su due quotidiani ci sono due interviste che, opportunamente incrociate mediante unione dei puntini, ci suggeriscono cosa bolle in pentola nel Grande Schema delle Cose, o meglio delle visioni per l’Italia che verrà dopo la pandemia. Come sempre, est modus in rebus, ma attenzione a ingegneri sociali, demiurghi e pianificatori centrali onniscienti.

Con Michele Boldrin analizziamo l’intervista del Ceo di Intesa Sanpaolo al direttore del Sole, di cui ho già narrato qui. Si parte da un numero sbagliato (la sola quota di titoli di stato direttamente in mano alle famiglie, ignorando quella indiretta, da fondi e polizze) e ci si dirige verso il Grande Trofeo: l’enorme liquidità di conto corrente, da usare per emettere i suggestivi social bond.

“O mia Patria, a fondo perduto”

  • Tra medici cubani, donatori cinesi e militari russi che scorrazzano per le nostre strade, la richiesta italiana alla Ue per la Nuova Era: stampate sovvenzioni e mandatecele o ci facciamo esplodere;
  • “Smetto quando voglio” pare essere la nuova promessa di chi punta a monetizzare il deficit. Domanda retorica: sicuri che andrebbe proprio così?
  • La Ue non diventerà mai una unione di trasferimenti? Ma lo è già! Certamente servono regole, ed i sovranismi da mendicanti di sussidi non aiutano;
  • Il Ceo di Intesa Sanpaolo presenta il maggior progetto di repressione finanziaria mai reso pubblico nella storia repubblicana;

Sul Sole, il direttore intervista il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. Che lancia un ovvio allarme debito pubblico, destinato a gonfiarsi a causa del collasso economico causato dal lockdown da pandemia. Vi preannuncio che non ci sono particolari originalità nella elaborazione di Messina; c’è invece quello che sappiamo da sempre: compensiamo ricchezza privata e debito pubblico non a mezzo di tassazione bensì attraverso repressione finanziaria, o meglio incentivazione per lo più fiscale, e spostiamo quindi la prima verso il secondo.

Per l’attualità della settimana: cosa ci aspetta nella fase 2, tra distanziamento sociale e impatti sulla produttività; l’universo alternativo dei politici italiani, tra banche centrali che non sarebbero pubbliche e debito perpetuo a tasso zero; l’economia della pandemia negli Stati Uniti, come gigantesca ipotesi di cartolarizzazione di flussi futuri di ricavi delle aziende; le terapie antivirus del Dottor Stranamore Trump, e molto altro.