Pensavo di risparmiarmi e risparmiarvi un commento sull’ultimo spin d’accatto dei pentastellati, che si portano dietro sia la Lega che un ridicolo partitello nativista e identitario che tanto s’offre. Ma se non commentassi sul tema, l’asserito “colonialismo monetario” francese su 14 paesi centrafricani, potrebbe sembrare che non ho argomenti e che i nostri spinner fulminati ci hanno preso. Sicuramente vi hanno preso. Per i fondelli.

Il Fondo Monetario Internazionale suona l’allarme per le condizioni di stress di debito in cui versano numerosi paesi dell’Africa sub-sahariana. Negli ultimi anni, complice sia la precedente fase di boom dei prezzi delle materie prime sia la fame di rendimenti da parte degli investitori internazionali, molti paesi africani hanno considerevolmente aumentato il proprio debito. Al venir meno delle condizioni favorevoli, il rischio default è schizzato.

Alcuni numeri tratti dall’Economist di questa settimana spiegano in modo eloquente il fallimento delle pratiche di nazionalizzazione delle risorse naturali in Africa:

700.000 tonnellate:
– La produzione annuale di rame in Zambia negli anni Settanta, al momento della nazionalizzazione;

249.100 tonnellate:
– La produzione dell’anno 2000, dopo trent’anni di cattiva gestione, sprechi e corruzione nella compagnia statale del rame;

427.000 tonnellate:
– La produzione annuale odierna, dopo che le miniere sono state cedute a KCM, una società privata indiana;

900.000 tonnellate:
– La produzione attesa per il 2008, dopo gli investimenti che KCM avrà effettuato per espandere la capacità produttiva ed aumentare la vita utile attesa delle vecchie miniere.