Ci sono tre modi per ridurre l’indebitamento di un soggetto: il rimborso del debito, circostanza che ovviamente postula capacità di crescita sufficiente per servire il debito in conto interessi e in conto capitale senza rinnovo del debito stesso; oppure per effetto di perturbazioni inflazionistiche, che erodono il valore reale del debito medesimo; oppure attraverso il default. Che ha realmente detto, quindi, Benedetto Della Vedova a Omnibus ieri mattina?

Benedetto Della Vedova racconta di come il Pdl stia tentando con ogni mezzo di soffocare l’espressione del libero convincimento dei propri parlamentari su una materia (il testamento biologico) che non solo non è parte del programma di governo, ma soprattutto rappresenta un tema etico, su cui cioè non può né deve esistere disciplina di partito, come ebbe a dire qualche millennio addietro il premier stesso.

In un editoriale apparso su Il Giornale, Benedetto Della Vedova propone quello che definisce “un patto repubblicano”: paghiamo tutti e subito meno tasse, anche a costo di aumentare il deficit, per porre le premesse per una ripartenza del paese. Con questa posizione siamo al contempo in accordo e disaccordo. Siamo in accordo perché è indiscutibilmente vero che in Italia esiste una pressione tributaria e contributiva assolutamente soverchiante. Anche senza avventurarci in simulazioni lafferiane, abbiamo il robusto sospetto che riducendo la tassazione l’Italia godrebbe di imponenti effetti di offerta, quanto e più degli altri paesi con i quali ci confrontiamo. Dove invece siamo in disaccordo con Benedetto è sulla possibilità di ottenere crescita attraverso una riduzione d’imposta attuata in deficit.

Su l’Occidentale, Benedetto Della Vedova riflette sulle misure di contrasto alla crisi globale, ma anche di rilancio strutturale per l’asfittica economia italiana. Benedetto ritiene (correttamente, a nostro giudizio) che la proposta di detassazione delle tredicesime qui da noi potrebbe avere un positivo impatto sui consumi, a differenza dei tax rebates attuati nei mesi scorsi dall’Amministrazione Bush, visto che le famiglie italiane sono meno indebitate di quelle statunitensi, e verosimilmente destinerebbero il maggior reddito disponibile a consumi anziché ad abbattimento del debito. Ma Della Vedova suggerisce soprattutto di attivare interventi permanenti e strutturali, come la riduzione di un punto delle aliquote dell’imposta personale sui redditi.