(Nota per i lettori: questo post ha ottenuto la dispensa dei corsivisti de Linkiesta al nostro proponimento di fare una pausa di riflessione nelle pubblicazioni. In segno di gratitudine, anche questa avvertenza è pertanto pubblicata in altrettanto corsivo. Addavenì, il Pulitzer)

E’ una sequela di reazioni da embolo in libera uscita per la carotide, quella che da ieri pomeriggio grandina sulle agenzie di stampa per mano pressoché unica di esponenti del Pdl, dopo aver scoperto un assai sensibile “suggerimento” al nostro paese da parte del Fondo Monetario Internazionale, al termine della periodica missione di ricognizione sullo stato dell’economia. La cosa buffa è che il rapporto è pieno di banalità “sostanziali”, nel senso di cose che sappiamo di dover fare da alcuni lustri, soprattutto da prima che ci arrivasse in testa la bomba teutonica. Eppure, l’unico punto di questo rapporto in larga parte fotocopiato (perché siamo pessimi scolaretti, sulle cose che contano) è questo stucchevole punto sull’imposizione fiscale sulla prima casa, che è ormai diventata l’arma di distrazione di massa definitiva, prima che qualcuno spenga la luce e butti la chiave.

Su Giornalettismo, una chiacchierata del vostro titolare con la grande Chiara Lalli su un video che -dicono- sia diventato virale in rete: l’intervento alla Camera del cittadino-deputato del M5S Carlo Sibilia. Il quale, in poco più di sei minuti, riesce a sciorinare lo scibile umano del cospirazionismo, tra signoraggio, Bilderberg, Banca d’Italia “privata” e consimili amenità. Del resto, hanno “studiato” per riuscire a produrre simili perle, ed è giusto che si godano il loro quarto d’ora di popolarità. Poi arriverà la realtà con un randello nodoso e li/ci metterà tutti a cuccia.

In un post sul suo blog, Marcello Foa discute in modo molto sobrio (già a partire dal titolo) di un argomento che da qualche mese furoreggia sui forum internet più inclini al cospirazionismo: l’inserimento, nei titoli di stato di nuova emissione e scadenza superiore all’anno, delle clausole di azione collettiva (per gli amici, CACs), ai sensi e per gli effetti del trattato istitutivo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES per noi italiani, ESM per gli anglofoni), così come recepito dalla nostra legislazione nazionale. Foa pare non aver chiari alcuni punti della norma, ma questo non è rilevantissimo ai nostri fini. Che sono altri, sul piano divulgativo e demistificatorio.

Poiché l’anno è finito, ma anche il nuovo si presenta onusto di sciocchezze in forma di slogan, vi omaggiamo dell’analisi di quello che, in questo paese (e non solo) è stato inequivocabilmente il Luogo Comune dell’anno 2012. E’ la famosa leggenda metropolitana delle banche che guadagnano “a gratis” con i titoli di stato, mentre affamano impunemente imprese e famiglie. Le cose sono un po’ più complesse di così, in realtà.