“Il pacco” è il libro di Sergio Rizzo che, sul filo della cronaca di questi anni, oltre che delle risultanze delle audizioni della commissione parlamentare d’indagine, analizza la cause alla radice dei dissesti che hanno colpito alcuni istituti bancari italiani e scosso dalle fondamenta il nostro disgraziato paese. Ampie parti del nostro sistema bancario, così come il paese, erano attese all’appuntamento col destino: un evento esterno traumatico, che si abbatte con estrema violenza su un edificio già minato dalle fondamenta da conflitti d’interesse ubiqui ed asfissianti, che a loro volta richiedono connivenze, reti relazionali che si trasformano in potenti ricatti incrociati ed un processo di selezione del capitale umano che richiede acquiescenza come prima e spesso unica skill.

Andate a reperire questo agile libretto, e leggetelo. Non è complesso, anzi. È rigorosamente divulgativo, scritto da un economista che non è più tra noi. Da esso scoprirete come siamo arrivati sin qui, in caso foste troppo giovani, troppo smemorati o troppo furbi per ricordare. Scoprirete quanto costa e quanto vale il vincolo esterno per il nostro paese, da sempre. Scoprirete anche che abbiamo una sorta di propensione antropologica a rifiutare la realtà ed i suoi vincoli, e che non è che si stesse poi così bene quando si stava male, sul piano economico. Il tutto con annesso corredo vittimistico, si capisce.

Quello che segue è un brano tratto da Sottomissione, di Michel Houellebecq, ambientato in una Francia guidata da un presidente della Repubblica islamista, eletto anche grazie alla formazione di una “grande coalizione” tra Fratelli musulmani e partito socialista che al ballottaggio imbarcano i resti dell’UMP sarkozysta e del sistema politico francese “istituzionale”, in funzione difensiva nei confronti del Front National.

«Poiché una specie di mortifera euforia verbale, un’eutanasia da dibattito, sembrava accompagnare Gladonia nel suo Ultimo Destino, e in questa ciarliera decomposizione e scelta dei titoli di coda tutti, Onesti e Disonesti, si interrogavano, abbracciati in caduta libera, se il paese fosse governato da Ladri o da Imbecilli, piuttosto che da Inetti o da Maneggioni, dubbio sciogliendo il quale sarebbe forse sopraggiunto un po’ di sollievo»

Quello che segue è un breve brano tratto dall’ultimo libro di Luigi Zingales, “Europa o no. Sogno da realizzare o incubo da cui uscire” (Rizzoli). Riguarda un “dettaglio” tecnico relativo al cosiddetto Sistema Europeo delle Banche Centrali sui pagamenti interbancari, ed è l’aspetto che differenzia in modo decisivo questa unione monetaria dalle precedenti nella storia. Naturalmente nulla è per sempre e non si possono fermare le rivoluzioni, con o senza maiuscola. Basta essere consapevoli delle distruzioni che esse portano con sé, e metà del lavoro è fatta.

di Fausto Panunzi – lavoce.info

Quando un paziente non risponde alla terapia, il medico è costretto a porsi una domanda: continuare con la cura, aspettando che dia i suoi effetti, o cambiarla? A volte le cure richiedono tempo per funzionare, ma se sono sbagliate possono portare, in alcuni casi, perfino alla morte del paziente. L’Europa è uno dei grandi malati dell’economia mondiale e la terapia che si sta sperimentando su alcuni dei suoi paesi è l’austerità fiscale. Cosa ne pensi Mario Seminerio, analista finanziario, editorialista e blogger (il suo Phastidio.net è uno dei blog più seguiti in Italia tra quelli che si occupano di economia) è chiaro sin dal titolo del volume che è da poco uscito nelle librerie: La cura letale.