Andate a reperire questo agile libretto, e leggetelo. Non è complesso, anzi. È rigorosamente divulgativo, scritto da un economista che non è più tra noi. Da esso scoprirete come siamo arrivati sin qui, in caso foste troppo giovani, troppo smemorati o troppo furbi per ricordare. Scoprirete quanto costa e quanto vale il vincolo esterno per il nostro paese, da sempre. Scoprirete anche che abbiamo una sorta di propensione antropologica a rifiutare la realtà ed i suoi vincoli, e che non è che si stesse poi così bene quando si stava male, sul piano economico. Il tutto con annesso corredo vittimistico, si capisce.

Quello che segue è un brano tratto da Sottomissione, di Michel Houellebecq, ambientato in una Francia guidata da un presidente della Repubblica islamista, eletto anche grazie alla formazione di una “grande coalizione” tra Fratelli musulmani e partito socialista che al ballottaggio imbarcano i resti dell’UMP sarkozysta e del sistema politico francese “istituzionale”, in funzione difensiva nei confronti del Front National.

«Poiché una specie di mortifera euforia verbale, un’eutanasia da dibattito, sembrava accompagnare Gladonia nel suo Ultimo Destino, e in questa ciarliera decomposizione e scelta dei titoli di coda tutti, Onesti e Disonesti, si interrogavano, abbracciati in caduta libera, se il paese fosse governato da Ladri o da Imbecilli, piuttosto che da Inetti o da Maneggioni, dubbio sciogliendo il quale sarebbe forse sopraggiunto un po’ di sollievo»

Quello che segue è un breve brano tratto dall’ultimo libro di Luigi Zingales, “Europa o no. Sogno da realizzare o incubo da cui uscire” (Rizzoli). Riguarda un “dettaglio” tecnico relativo al cosiddetto Sistema Europeo delle Banche Centrali sui pagamenti interbancari, ed è l’aspetto che differenzia in modo decisivo questa unione monetaria dalle precedenti nella storia. Naturalmente nulla è per sempre e non si possono fermare le rivoluzioni, con o senza maiuscola. Basta essere consapevoli delle distruzioni che esse portano con sé, e metà del lavoro è fatta.

di Fausto Panunzi – lavoce.info

Quando un paziente non risponde alla terapia, il medico è costretto a porsi una domanda: continuare con la cura, aspettando che dia i suoi effetti, o cambiarla? A volte le cure richiedono tempo per funzionare, ma se sono sbagliate possono portare, in alcuni casi, perfino alla morte del paziente. L’Europa è uno dei grandi malati dell’economia mondiale e la terapia che si sta sperimentando su alcuni dei suoi paesi è l’austerità fiscale. Cosa ne pensi Mario Seminerio, analista finanziario, editorialista e blogger (il suo Phastidio.net è uno dei blog più seguiti in Italia tra quelli che si occupano di economia) è chiaro sin dal titolo del volume che è da poco uscito nelle librerie: La cura letale.