Vita in provincia – 3

Chiunque vinca le elezioni statunitensi (e lo sapremo tra poche ore, brogli e imbrogli permettendo), si troverà a gestire un paese con una enorme inerzia negativa: due guerre in corso, la peggior crisi economica da ottant’anni. Nessuno ha la bacchetta magica, ed alcune aspettative palesemente sovradimensionate (o più propriamente messianiche, in caso di vittoria di Obama), rischiano di essere amaramente …

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Plebiscito. Di ripulsa

La registered independent Anne Applebaum spiega perché non può votare per un uomo che da sempre ammira molto, John McCain: The appointment of Palin — inspired by his closest colleagues — turned out not to be a “maverick” move but, rather, a concession to those Republicans who think foreign policy can be conducted using a series of cliches and those …

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L’America al centro

Sul New York Times, David Brooks argomenta che John McCain rischia di perdere la corsa alla Casa Bianca per non essere riuscito a smuovere il GOP dalle trincee di un conservatorismo angusto e inadeguato all’epoca che stiamo vivendo, ed alle sue sfide. Brooks parla di una terza corrente politica nel bipartitismo americano, quella dei “conservatori progressisti”, che risalirebbe ad Alexander …

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Proviamole tutte

Contro la magia nera africana (nota ad uso degli ecumenici: witchcraft curses ha un significato inequivoco) e le maledizioni che il ramo keniota della famiglia Obama starebbe mandando a McCain e Palin, i cristianisti hanno organizzato corsi e sedute di spiritual warfare, per sconfiggere “i piani di Satana per l’America”. Pare che l’iniziativa sia stata controproducente.

Quella marcia in più

Cresce il numero di sondaggi che evidenziano come Sarah Palin stia dimostrandosi un fattore sempre più negativo sulla campagna di John McCain. Secondo un sondaggio di Pew Research Center, compiuto tra il 16 ed il 19 ottobre a mezzo di intervista telefonica su cellulari e linee fisse, il 49 per cento degli elettori del campione ha un’opinione sfavorevole del governatore …

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Nessun effetto Bradley, per ora

In Ohio, tra quanti hanno già votato, Obama avrebbe un margine di vantaggio di 18 punti percentuali su McCain, nettamente superiore a quello risultante dagli opinion polls. Tale dato non può evidentemente essere considerato rappresentativo del risultato del 4 novembre, visto che gli early voters di solito sono gli elettori più determinati e partisan. Ma tra i primi a votare …

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