Sfratto esecutivo – “Io invito con forza a sostenere il Pd, perché il 5 marzo si apre una nuova fase della storia e si può riprendere il progetto originario che Veltroni aveva intuito. Dobbiamo evitare che questo grande soggetto che raccoglie esperienze importanti e diverse si degradi e salti per aria. Se tutti lo abbandonano, chi ricostruirà il centrosinistra?”. Lo dice, in una intervista al Corriere della sera, il governatore della Puglia, Michele Emiliano, secondo cui “la deriva di Renzi è perdente, con lui si rischia un processo di disgregazione inarrestabile. Dobbiamo convincerlo a lasciare, perché il suo modo di fare il segretario non porta risultati” (Ansa, 30 gennaio 2018)

Alcuni frusti luoghi comuni sono associati alla politica, definita spesso “l’arte del possibile”. Ma anche “sangue e merda”, soprattutto la seconda e soprattutto in Italia, anche se negli ultimi anni molti cosiddetti grandi paesi hanno fatto grandi progressi lungo la dimensione fecale. Altro luogo comune agevolmente associabile alla politica è quello secondo cui “solo i cretini non cambiano mai idea”, e anche qui diremmo che dalle nostre lande si produce una stirpe di geni, pure indefessamente impegnati a mettere in sicurezza i tunnel scavati tra gli escrementi, per evitare crolli. Uno di questi purosangue della revisione è certamente il governatore della Puglia.

Sulla Gazzetta del Mezzogiorno oggi trovate una gustosa intervista a tutto campo (come si dice in questi casi) al governatore pugliese, Michele Emiliano. Da essa, segnaliamo una perla che conferma che l’uomo è fatto così, un tonitruante tribuno della plebe, intimamente convinto che prima o poi il M5S si squaglierà come neve al sole e che lui sarà l’erede naturale ad ereditarne l’elettorato.

Una rapida e svagata rassegna stampa della nostra logorroica dichiarazia, che prosegue imperterrita a sparare idiozie in quella che appare come una straordinaria intossicazione di massa, nella sfida mortale tra l’Italia e le sue classi digerenti, espressione di un elettorato non meno allucinato e dedito all’autoinganno, e la realtà. Il gradino più alto del podio oggi va inequivocabilmente al governatore pugliese, l’uomo che contenderà a Matteo Renzi la guida del Pd.