Questa è troppo facile, e viene dal blog del super-trader americano Doug Kass. Sono le presunte “chiamate” di Nouriel Roubini e David Rosenberg (già strategist di Merrill Lynch, oggi tornato in patria presso l’asset manager canadese Gluskin Sheff). Non sorprende che il grafico sia realizzato, molto maliziosamente, da un trader.

Lo trovate qui. Noi vi evidenziamo un passaggio, quello sugli squilibri delle partite correnti e sulle problematiche del processo di aggiustamento, che porta con sé il processo di riduzione dell’indebitamento (deleveraging), che è a sua volta alla base delle “balance sheet recession“, la traversata nel deserto che il mondo sta affrontando e che resterà con noi ancora a lungo. C’è anche un riferimento al tema che ci sta a cuore in questi giorni.

(Post inevitabilmente tecnico. Se volete slogan e chiacchiere da bar, rivolgetevi a quanti parlano/scrivono di “uscita della Grecia dall’euro”, sarete soddisfatti)

Lentamente ma inesorabilmente stiamo avvicinandoci all’esito della farsa greca: la ristrutturazione del debito sovrano. Partendo dalla premessa che l’uscita dall’euro non è fattibile, e dalla realtà che il costo del debito è insostenibile, l’esito finale è solo uno: una ristrutturazione sufficientemente furba da non innescare un evento di default, e quindi evitare un gigantesco regolamento di conti tramite i credit default swap.

Non fate arrabbiare un economista: potrebbe esternare la propria irritazione utilizzando il primo canale di comunicazione che ha sottomano. In realtà, pare che Nouriel Roubini si sia risentito perché il buon Joe Wiesenthal avrebbe osato ricordarne una “errata” previsione. Oggi Roubini pare giocare con le parole, facendo capire che la sua profezia agostana di crescita zero del terzo trimestre era relativa non al Pil ma alle vendite finali, cioè il Pil al netto della variazione delle scorte. A parte ciò, il dato di oggi non pare bellissimo.

«Gli americani hanno vissuto in un’economia di bolla di Ponzi per un decennio ed oltre. Madoff è lo specchio dell’economia americana e dei suoi agenti superindebitati: un castello di carte di leva finanziaria su leva finanziaria fatto da famiglie, imprese finanziarie ed aziende che ora è crollato.»

«Un governo che emetterà trilioni di dollari di nuovo debito per pagare i costi di questa grave recessione e socializzare perdite private può rischiare di diventare un governo-Ponzi se, nel medio termine, non ritorna alla disciplina fiscale e alla sostenibilità del debito.»