Amorevoli cinguettii

Non fate arrabbiare un economista: potrebbe esternare la propria irritazione utilizzando il primo canale di comunicazione che ha sottomano. In realtà, pare che Nouriel Roubini si sia risentito perché il buon Joe Wiesenthal avrebbe osato ricordarne una “errata” previsione. Oggi Roubini pare giocare con le parole, facendo capire che la sua profezia agostana di crescita zero del terzo trimestre era relativa non al Pil ma alle vendite finali, cioè il Pil al netto della variazione delle scorte. A parte ciò, il dato di oggi non pare bellissimo.

La crescita delle vendite reali finali è di solo lo 0,6 per cento (contro lo 0,9 per cento del secondo trimestre), poiché le scorte hanno contribuito per ben l’1,4 per cento del risultato finale. A questo punto c’è solo da augurarsi che l’accumulo di scorte sia volontario, cioè in risposta ad una domanda vibrante della cui esistenza non ci eravamo finora accorti, e tale da innescare una sostenuta attività di produzione nel quarto trimestre. Diversamente, ci sarà poco da stare allegri. Ma in termini di vendite reali finali questa è la ripresa più evanescente di tutti i tempi.

Altrimenti ci arrabbiamo

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