I commenti che prevalgono in queste ore sull’assegnazione del Nobel per l’economia a Paul Krugman sono improntati a darne un’interpretazione “politica”, di critica forte alla presidenza Bush ed al suo operato in economia. Il che ci può stare, visto che da sempre il comitato per l’assegnazione del premio non opera in un vacuum. Questa interpretazione tende a mettere in secondo piano la rilevanza dell’attività accademica di Krugman, ed il suo contributo alla comprensione di parte non marginale del mondo che ci circonda (il commercio internazionale).