Ieri il Segretario al Tesoro statunitense, Henry Paulson, ha convocato i vertici delle principali banche americane, ed ha comunicato loro che l’Amministrazione Bush investirà 125 miliardi di dollari nei loro istituti, assumendo partecipazioni azionarie. La manovra è parte del piano da 700 miliardi di dollari approvato dal Congresso, e segue analoghe iniziative dei governi europei (segnatamente, del battistrada Gordon Brown) per scongelare il mercato del credito. Le banche statunitensi coinvolte sono Citigroup, Goldman Sachs, Wells Fargo, JPMorgan Chase, Bank of America, Merrill Lynch, Morgan Stanley, State Street e Bank of New York Mellon. Il piano prevede la sottoscrizione da parte del Tesoro di azioni privilegiate, una tipologia di investimento azionario che evita di danneggiare gli azionisti esistenti e disincentivare quelli potenziali, è privo di diritti di voto ed ha un privilegio nella corresponsione di un dividendo minimo. Le banche maggiori non potranno rifiutare l’intervento del Tesoro, e dovranno sottostare a restrizioni sulle compensation.