La ragione dell’elevato costo dell’assicurazione sanitaria individuale risiede in quella che gli economisti chiamano “selezione avversa”. Questo fenomeno, che è alla base dei casi di fallimento del mercato, si verifica ogni volta che uno dei due potenziali contraenti dispone di informazioni migliori rispetto all’altro. Quest’ultimo tenterà di difendersi facendo cose che di solito impediscono alle parti di concludere la transazione in modo soddisfacente. Immaginate di essere un soggetto giovane e sano, interessato ad acquistare un’assicurazione sanitaria. Ed ipotizzate quindi che la vostra compagnia di assicurazione stimi in 1000 euro l’anno il costo della spesa sanitaria per soggetti della vostra età. In questo caso, vi verrà richiesto un premio di 1000 euro. Tuttavia, se voi siete soggetti sani, e sapete che la vostra spesa sanitaria annuale è certamente inferiore ai 1000 euro, rinuncerete a comprare la polizza. Ma questo è esattamente ciò che squilibra il sistema. Le compagnie di assicurazione hanno bisogno dei 1000 euro di premio pagato dai soggetti sani per riuscire a pagare i 30.000 euro annui necessari, ad esempio, alle cure dei pazienti oncologici. A questo punto, per cercare di mantenere in equilibrio i propri conti, l’assicurazione dovrà portare il premio annuo a 1500 dollari. Ma così facendo, gli assicurati “quasi sani”, cioè quelli che spendono ogni anno meno di questo importo, pur non avendo una spesa sanitaria nulla, cesseranno di rinnovare la propria polizza. E così via, in un circolo vizioso che gli economisti chiamano “adverse selection death spiral”.

Rick WagonerViviamo in un mondo interconnesso e globalizzato: dietro questa reiterata banalità, si celano interdipendenze inimmaginabili. Ad esempio, che c’entra General Motors con il sistema sanitario statunitense? Perché i conti del carmaker di Detroit sono sempre in affanno, mentre quelli di Toyota brillano, trimestre dopo trimestre, pur in un contesto competitivo globale fortemente avverso? Il tradizionale kaizen nipponico ed altre amenità c’entrano assai poco, soprattutto ove si consideri che Toyota ha impianti di assemblaggio negli Stati Uniti, con manodopera locale. Eppure, i crescenti costi di mantenimento dell’healthcare stanno progressivamente destabilizzando il sistema aziendale americano, e costringeranno, prima o poi, Congresso e Amministrazione Bush ad assumere iniziative correttive.