Abbiamo ormai appurato che la ricerca delle cause di un fenomeno, per umana – e spuria – inclinazione, viene più o meno regolarmente sostituita dall’innalzamento della correlazione più evidente a spiegazione dell’evento. Il fenomeno è piuttosto datato, invero: su di esso poggia il pensiero religioso. Ecco perché, anche dopo aver visto le oltre tre ore di dibattito televisivo tra François Hollande e Nicolas Sarkozy, riusciamo soprattutto a sorridere quando leggiamo di nostri connazionali che prendono a modello la dinamica dell’interazione tra l’assai poco dinamico duo di galletti transalpini.

Sul suo blog, il corrispondente di Libération da Bruxelles, Jean Quatremer, commenta la sortita pre-elettorale di Nicolas Sarkozy, che ieri ha rotto il patto neppure troppo tacito (vi aveva fatto riferimento lo stesso Mario Monti, poco dopo il suo ingresso a Palazzo Chigi) a non mettere in causa la Banca centrale europea attraverso sollecitazioni “improprie”, per rispetto formale dell’indipendenza dell’istituto di emissione guidato da Mario Draghi.

Approssimandosi il primo turno delle presidenziali francesi, i due principali contendenti innalzano il livello dello scontro e delle promesse. Ieri Nicolas Sarkozy ha presentato un agile programma di 32 punti in cui s’impegna solennemente a riportare in pareggio il bilancio pubblico francese entro il 2016 e tornare in attivo nel 2017, per permettere alla Francia di tornare “padrona del proprio destino”, ed evitare di fare la fine “degli amici greci” e “degli amici spagnoli”.

Oggi a Parigi riunione governativa congiunta dei governi tedesco e francese. Che non è affatto, come si sono affrettati a precisare i tedeschi, per bocca del portavoce del governo di Berlino, Georg Streiter, indice di coinvolgimento di Angela Merkel nella campagna elettorale francese, ma semplicemente un momento tangibile della solenne intesa tra i due governi. Tutto molto interessante, ma nel frattempo il buon Sarkozy ha colto l’occasione per dare man forte alla Merkel su uno dei punti dell’agenda tedesca su quello che Wolfgang Schaeuble ebbe a definire “l’abbraccio più stretto” dei creditori alla Grecia. Si tratterebbe, in sostanza, di creare un “conto segregato” per la gestione dei pagamenti sul debito greco, per “rassicurare gli investitori”.

Ieri si è tenuto l’ennesimo vertice bilaterale tra Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, in preparazione del messianico Eurogruppo del 23 gennaio, che sarà preceduto dall’incontro trilaterale del 20 gennaio a Roma con Mario Monti. Ieri i nostri due eroi hanno posto l’accento sulla crescita, ma senza troppa convinzione, seguiti a ruota dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy. Ma quanto di tangibile ha prodotto questo nuovo, ennesimo summit?

Non è facile ‘affamare la bestia’

di Mario Seminerio – Libertiamo

Alla fine, Nicolas Sarkozy ha capitolato, dietro pressione della sua maggioranza parlamentare. Lo scudo fiscale, che tanto aveva solleticato la fantasia del centrodestra italiano e dei suoi supporter, viene eliminato. Per contro, la patrimoniale (Impôt de Solidarité sur la Fortune, ISF), non viene soppressa, come invece auspicava Sarkozy, ma alleggerita nel gettito, con compensazione a carico dell’imposta di successione. C’è qualche lezione da apprendere, in queste decisioni.