Giorni addietro, alcuni esponenti del M5S, guidati da Carlo Sibilia, hanno presentato una interrogazione a risposta immediata in Commissione Finanze alla Camera, destinatario il Ministero dell’Economia. L’interrogazione prende le basi da quella che è da sempre un’ossessione di Sibilia e dei cosiddetti signoraggisti, una delle specie animali che popolano il variopinto mondo dei complottisti, pur se di recente un po’ decaduta: la possibilità per le banche commerciali di “creare moneta” mediante il cosiddetto moltiplicatore monetario, che mette in relazione la base monetaria con l’offerta di moneta.

Su Giornalettismo, una chiacchierata del vostro titolare con la grande Chiara Lalli su un video che -dicono- sia diventato virale in rete: l’intervento alla Camera del cittadino-deputato del M5S Carlo Sibilia. Il quale, in poco più di sei minuti, riesce a sciorinare lo scibile umano del cospirazionismo, tra signoraggio, Bilderberg, Banca d’Italia “privata” e consimili amenità. Del resto, hanno “studiato” per riuscire a produrre simili perle, ed è giusto che si godano il loro quarto d’ora di popolarità. Poi arriverà la realtà con un randello nodoso e li/ci metterà tutti a cuccia.

Nell’anno 2011 la Federal Reserve ha conseguito utili per 77,4 miliardi di dollari, dopo il record di 81,7 miliardi dell’anno fiscale 2010. Si tratta dei massimi storici “redditività” (anche senza virgolette) per la banca centrale statunitense, e più del doppio rispetto agli utili medi del periodo precedente la crisi 2008-2009. E’ l’essenza del signoraggio, ma non nell’accezione complottarda a cui siamo abituati.

Scrive Willem Buiter, torrenziale ed insostituibile come sempre:

«Anche se le banche centrali possono “stampare moneta” o creare moneta dal nulla per via elettronica, la loro operatività è vincolata da due fattori. In primo luogo, c’è un limite alla quantità di risorse reali che possono essere estratte attraverso l’emissione di base monetaria nominale. La domanda di base monetaria reale è una funzione decrescente del suo costo opportunità – il tasso di interesse nominale a breve. Aumentare il tasso di emissione monetaria (la velocità di stampa di moneta, ndPh.), aumenterà i tassi correnti ed attesi di inflazione, mettendo pressione al rialzo al tasso d’interesse nominale di breve termine. Empiricamente, a tassi d’inflazione attesa sufficientemente elevati, la domanda di base monetaria reale si riduce più che proporzionalmente con un ulteriore aumento nel tasso d’inflazione: c’è una “curva di Laffer del signoraggio”. Le iperinflazioni, dove l'”imposta da inflazione” aumenta senza limiti ma la “base imponibile” dell’inflazione va a zero ancor più rapidamente, sono l’esempio più drammatico di ciò»

Nuova esternazione mistico-moralistica del nostro ministro dell’Economia. Poiché siamo affetti da masochismo, ne tentiamo umilmente l’esegesi.

“Nessuna parte del mondo può vivere senza agricoltura ma credo che una parte del mondo senza finanza e il fatto che sulla terra non si parli inglese è un aiuto in questo senso”.

Ha detto Giulio Tremonti intervenendo oggi ad un convegno sull’Agricoltura ‘Terra e Persona‘. Aldilà della bizzarra anglofobia, non è chiaro se, quando parla di terra, il ministro si riferisca all’oggetto dell’agricoltura o al pianeta. In entrambi i casi è utile ricordare che la finanza è ovunque, dall’economia di sussistenza ed autoproduzione (alla quale speriamo Tremonti non stia guardando in questo suo ritorno all’antico), allo scambio dei surplus alimentari tra produttori, fino alla negoziazione di futures e opzioni per bloccare il prezzo di compravendita a termine dei raccolti, nell’interesse dei produttori, delle industrie di trasformazione alimentare e, in ultima analisi, del consumatore. In realtà pare che Tremonti stia cercando di convincere il CIO a introdurre la disciplina olimpionica di lancio del bambino con l’acqua sporca, dove è certo di poter trionfare.

Proseguendo l’analisi dei miti legati al signoraggio, in questo post tentiamo di rispondere alle più comuni domande sull’assetto istituzionale ed il funzionamento della nostra banca centrale. Cenni storici, formazione e destinazione dell’utile, cambiamenti previsti dal legislatore nella compagine proprietaria. L’obiettivo, come sempre, è quello di divulgare per demistificare.