di Mario Seminerio – Libertiamo

Nei giorni scorsi, in occasione del Consiglio europeo straordinario, il presidente del consiglio ha affermato di avere posto il problema del peso eccessivo delle pensioni sui conti pubblici dei paesi europei. Circostanza ed affermazione piuttosto irrituali, poiché la gestione dei sistemi previdenziali e della spesa da essi prodotta non pare rientrare tra le attuali prerogative dell’Unione europea. Soprattutto, una frase che appare in contrasto con la presa di posizione del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che ha più volte dichiarato che l’Italia, a differenza di altri (la Spagna, ad esempio), avrebbe già messo in sicurezza i propri conti previdenziali, e che ha in seguito precisato che l’intervento di Berlusconi in sede europea “non era riferito all’Italia”.

Sul Corriere, il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi tenta di smentire l’attribuzione della qualifica di film di “interesse culturale” a Natale a Beverly Hills. Ma riesce solo a confermare di non padroneggiare la materia di cui dovrebbe occuparsi tra una poesia e l’altra, come dimostra l’impietosa replica di Paolo Mereghetti. Ma nella lettera di Bondi vi sono in realtà ben altri elementi di “rilevante interesse politico e culturale”, per chi tenti di capire questa maionese irrancidita chiamata Italia.

Arriva la possibilità per i Comuni di rimborsare i volontari delle ronde. Lo prevede un comma della bozza dell’emendamento ‘omnibus’ del relatore alla Finanziaria, Massimo Corsaro. La proposta di modifica aggiunge infatti alla misura del pacchetto-sicurezza che prevede per i sindaci la possibilità di avvalersi di associazioni di cittadini ai fini di sicurezza la “possibilità di rimborso da parte dei Comuni delle spese sostenute dalle predette associazioni”. Il tutto nel rispetto dei vincoli del Patto di stabilità. Per tutto il resto c’è Pantalone.

Immaginate di essere un contribuente italiano. Da un giornale online specializzato in gossip (ma che ha fama di essere piuttosto attendibile) venite informati che un piccolo quotidiano, dalla foliazione esigua e dalla diffusione ancor più intima (o infima) starebbe navigando in cattive acque: uscita di importanti giornalisti, ulteriore riduzione del numero di copie vendute. Che, date le premesse, finirebbero con l’essere lette (ma non necessariamente acquistate) solo dai familiari di giornalisti e maestranze del sopracitato quotidiano. Siete favorevoli al pluralismo dell’informazione, da perseguire anche tramite intervento pubblico, ma cum grano salis ed in modica quantità.