Andrà molto peggio, prima di andare meglio

E l’ABI rispose

in Discussioni/Economia & Mercato/Italia/Rassegna Stampa

Da una cortese telefonata del vice direttore generale della Associazione bancaria italiana, dottor Gianfranco Torriero, ottengo alcune precisazioni sul mio intervento alla puntata di sabato de “I conti della Belva, in cui invitavo (nuovamente) il presidente dell’Abi a fornire non solo l’importo dei nuovi mutui erogati dal sistema bancario italiano ma anche di quelli nel frattempo estinti o comunque usciti dai bilanci delle banche italiane visto che, nelle statistiche della Banca d’Italia, lo stock di mutui resta pressoché invariato da un anno all’altro, con buona pace del mirabolante +97% nei nuovi mutui erogati che il nostro frizzante premier ed i suoi “fedelissimi” (cit.) imputano nientemeno che al Jobs Act.

Il dottor Torriero mi ha confermato che il miglioramento resta “nell’ambito della derivata seconda”, perché i nuovi mutui vanno a sostituire quelli scaduti (o comunque il cui livello scende per effetto del trascorrere del tempo) o stralciati per insolvenza del debitore. È un miglioramento, ma solo in termini relativi. E sin qui ci siamo. Altra precisazione del vice direttore generale Abi, non meno interessante, è relativa al fatto che il dato della Banca d’Italia sul presunto boom dei prestiti personali è distorto dal fatto che nei mesi scorsi tre grandi banche italiane hanno incorporato le rispettive società di credito al consumo, i cui dati quindi sono finiti a gonfiare le statistiche sui prestiti del sistema bancario. La mia ipotesi interpretativa era dunque errata. Peccato, per una volta che ero ottimista.

La sintesi: così stando le cose, la ripresa del credito alle famiglie, in Italia, è gonfiata artificiosamente nel dato tendenziale. Tanto vi dovevamo. Un ringraziamento alla Associazione bancaria italiana per aver risposto alle mie domande.

Addendum – Pubblicato oggi l’ABI Monthly Outlook di gennaio. In esso si legge:

«In Italia, nel bimestre ottobre – novembre 2015 dopo oltre due anni di valori negativi è tornata positiva la dinamica del mercato dei mutui per l’acquisto di abitazioni: +0,5% la variazione annua dello stock dei mutui, dopo aver toccato il valore minimo di -1,24 a giugno 2014»

Una precisazione phastidiosa, quella sullo stock dei mutui, che aiuta a comprendere meglio le dinamiche di questa tipologia di credito. Sono piccole soddisfazioni.

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Caro dott. Seminerio,

come anticipato e concordato via filo e al fine di contribuire a una migliore rappresentazione dell’andamento di alcuni aggregati creditizi, le segnalo che:

– per quanto riguarda l’andamento del credito al consumo occorre valutare con attenzione tale aggregato in quanto i dati diffusi mensilmente nel supplemento al Bollettino statistico di Banca d’Italia “Moneta e banche” risentono nel corso del 2015 di alcune riorganizzazioni di primari gruppi bancari; nello specifico, alcune attività svolte in precedenza da società specializzate nel credito al consumo sono ora svolte direttamente all’interno della banca e quindi incluse nelle statistiche bancarie. In particolare, gli impatti sono riscontrabili a giugno e ottobre 2015, pertanto le serie storiche delle consistenze dei prestiti alle famiglie (e più in particolare del credito al consumo) e alle “altre istituzioni finanziarie” registrano una discontinuità statistica per effetto di tali riorganizzazioni. Di conseguenza, non è corretto effettuare variazioni annue o mensili, in quanto si determinerebbero tassi di crescita anomali (anche con aumenti tra il 35% e il 50% su base annua) e non rappresentativi dell’andamento effettivo del credito al consumo. Nell’appendice metodologica allegata al supplemento al bollettino statistico “Moneta e banche” è riportato tale punto di attenzione;
– con riferimento all’andamento dei finanziamenti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni (mutui), confermo che nel bollettino Abi diffuso mensilmente sono riportati sia i dati relativi alle nuove erogazioni sia i dati sui finanziamenti in essere. Mentre non esiste alcuna rilevazione ufficiale con riferimento alle cosiddette “uscite”, cioè la riduzione dei finanziamenti in essere che si determina naturalmente per l’ammortamento del mutuo (rimborso della quota capitale che riduce il debito residuo) o per estinzioni o per svalutazioni.
Il dato sulle nuove erogazioni è un utile indicatore perché permette di cogliere in anticipo gli andamenti di mercato (accelerazione o decelerazione). La lettura del solo dato calcolato sui finanziamenti in essere non coglie tempestivamente tali fenomeni in quanto è influenzato anche dalle erogazioni effettuate in anni precedenti. Rispetto alla comunicazione completa che effettuiamo mensilmente attraverso il bollettino ABI, anticipiamo l’andamento delle nuove erogazioni anche attraverso un apposito comunicato stampa; in questo caso potremmo inserire anche il dato sull’andamento dei mutui in essere, che tuttavia necessariamente si riferirà al mese precedente, ultimo dato disponibile.

Ringrazio dell’attenzione.

Gianfranco Torriero
Vice Direttore Abi

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