Corsi e ricorsi

Chi è stato Ronald Reagan? Per noi europei non esiste una risposta univoca. Alcune delle intuizioni che caratterizzarono la sua presidenza rappresentano degli elementi di forte discontinuità con gli schemi consolidati delle relazioni internazionali. Altre iniziative, soprattutto in politica economica, furono essenzialmente dei bluff. Come definire diversamente la fortissima espansione fiscale causata dall’effetto congiunto di tagli fiscali e spesa pubblica, soprattutto per la difesa? Allora c’era la favola della curva di Laffer, tagliamo le tasse e l’aumento dell’attività economica che ne deriva determinerà un forte aumento del gettito fiscale. Nulla di più fantasioso e creativo, ma spesso la storia è fatta anche e soprattutto di visioni. Quello che ricordiamo molto bene furono, a metà degli anni Ottanta, i cortei pacifisti che sfilavano per le strade dell’Europa libera, anche di esprimere il proprio dissenso, quando la Nato, su impulso di Reagan, decise di dotarsi dei famosi “euromissili”, testate nucleari di teatro che servivano anche e soprattutto a rispondere alla minaccia dei missili nucleari che l’Unione Sovietica aveva puntato sulle capitali dell’Europa dell’ovest. All’epoca non c’erano ancora le bandiere iridate, i “disobbedienti” e i no-global, ma gli slogan e la mistificazione mediatica erano identici ad oggi. Di qua l’impero del male americano, che stava precipitando il mondo verso l’olocausto nucleare; di là una grande forza di progresso con la quale dialogare, senza curarsi di gulag ed altri simili, trascurabili dettagli. Ancora una volta, il concetto di pace appariva troppo sinistramente simile a quello di resa, fuga dalla realtà e abiura dai valori per i quali milioni di uomini morirono nella battaglia contro il nazifascismo, sei decenni fa. Ma Reagan il guerrafondaio riuscì a sconfiggere i pacifondai alleati del re di Prussia.