Lettera aperta a Giampaolo Pansa

Caro Pansa,

apprezzo molto il suo tentativo di rompere il monolite del conformismo di sinistra, vero ostacolo sul cammino verso un paese normale. Sono da sempre convinto che Berlusconi sia il prodotto di “questa” sinistra, e che al suo monopolio nella proprietà dei mezzi di informazione televisiva si contrapponga un quasi-monopolio della subcultura di sinistra nell’informazione. Ma queste giravolte del centrosinistra mi risultano veramente irritanti. A chi giova crocifiggere Berlusconi e il suo governo ad ogni stormir di fronda? Che diavolo significa attaccare a testa bassa la Farnesina solo perché il povero Antonio Amato non si era ancora registrato in ambasciata? Potrei citarle infiniti esempi di questa crescente estremizzazione mediatica ed imbarbarimento di toni. Lei si ostina, meritoriamente, a “picconare” (mi passi l’espressione, invero non particolarmente originale) questa cortina di ferro del nostro paese, e tutto quello che ne ottiene in cambio sono anatemi e vaghe minacce, vedi il commento dell’ineffabile Marco Rizzo al suo indirizzo, durante la trasmissione di Socci, qualche settimana fa: “Tu DICI di essere di sinistra, ma a sentirti parlare non si direbbe”. Ecco i soliti cani di Pavlov, il nemico da abbattere, l’isolamento, la demonizzazione.

E quel che e’ peggio, questi toni sono ormai patrimonio comune di tutta la coalizione, compreso quel triciclo che a me puzza di stantio e muffito, un patto di potere il cui unico collante è l’ossessione per Berlusconi e quella recente, e ben più grottesca, per Bush. Una sinistra estrema e sempre più estremista, sovra-rappresentata a livello mediatico (già, ma perché?), malgrado i soliti alti lai sulla dittatura informativa berlusconiana.

Non ho alcuna intenzione di votare questa coalizione, ho smesso molti anni fa, dopo la defenestrazione di Prodi ad opera del Parolaio Rosso, oggi purtroppo sempre più trionfante. In questi tre anni, alla crescente perplessità ed irritazione per l’azione del governo si è affiancato lo sconcerto e la rabbia per la deriva neopopulista e ringhiosa del fu-Ulivo, uno schieramento di “progresso” di cui alcune importanti componenti votano per una legge aberrante e medievale come quella sulla fecondazione assistita. Il vero schieramento dei poteri forti è quello del professor Prodi, che si ostina a proporsi come “uomo nuovo”, mentre appare sempre più chiaro che lui è solo un vecchio culo di pietra democristiano, solo molto furbo per aver imbarcato la sinistra pseudo-moderata, quella pacifondaia e la demagogia rossa in una armata brancaleone che nulla ha a che vedere con l’Occidente ed il liberalismo, e che non farà altro che perpetuare l’avvilente anomalia di un paese che si ostina a non voler diventare adulto.

Almeno lei è riuscito a capire a che gruppo dell’Europarlamento dovrebbe iscriversi il Triciclo? Io, francamente no, ma sono ormai stanco di questi stupidi bizantinismi del potere.

Cordiali saluti,

The Editor

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