L’Uomo della Provvidenza

‘Quando leggiamo, come ci è capitato di leggere ieri: “Unità, chiarezza, onestà. Parla al paese Romano Prodi”, la cosa ci fa piacere perché conferma che Prodi è davvero un leader. Se poi leggiamo anche: “Prodi torna da un pranzo dopo la messa al mattino nella chiesa di San Giovanni in Monte e dopo una bella passeggiata in centro quando così, per caso, ecco Arturo Parisi, il più fedele dirigente della Margherita”, allora al semplice piacere si aggiunge la simpatia umana. Un Arturo Parisi che ti spunta da dietro un muro anche la domenica della Befana, proprio il massimo non è. Ma continuando a leggere: “Uno spicchio di sole illumina ancora via Gerusalemme nel giorno dell’Epifania, quando l’uomo al quale la Grande Alleanza Democratica ha affidato il compito di preparare e di vincere la sfida con Silvio Berlusconi rientra a casa sorridente e disteso con la moglie Flavia sottobraccio”, ecco, allora si vorrebbe lealmente far notare al corrispondente di Repubblica che in casi del genere, quando l’uomo illuminato dallo spicchio di sole di via Gerusalemme è investito di compiti tanto alti, si dovrebbe scrivere Uomo, con la maiuscola.’ Il Foglio, Andrea’s Version, 8 gennaio

Domandina di un miserrimo blogger: ma il giornalista non dovrebbe essere il watchdog, il cane da guardia del potere, senza guardare in faccia a nessuno? Non in Italia, dove ciò che conta sopra ogni altra cosa è l’appartenenza tribale, il familismo amorale. E’ quella stessa scuola di pensiero in base alla quale l’informazione del servizio pubblico diventa “obiettiva” solo se fatta col Manuale Cencelli e se vengono create “oasi” di purezza ideologica incontaminata, come ad esempio il Tg3.