L’Uomo Nero dalla barba bianca

Di Eugenio Scalfari conosciamo da moltissimi anni la iattanza e la sicumera intellettuale, quel patrimonio di superiorità morale che è alla base di larga parte del pensiero politico dello schieramento con cui egli si identifica (o meglio, degli schieramenti che egli, da navigato king maker, unge di volta in volta con il suo crisma). Ma non ne conoscevamo ancora il gusto per il paradosso (via Informazionecorretta)

Dall’edizione on-line di Repubblica riportiamo un brano della cronaca di un dibattito “sulle religioni” tenutosi alla Fiera del libro di Torino.
Il brano che riportiamo riguarda l’intervento di Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica.

Così come, aggiunge Scalfari, “è vero ed è positivo che l’ebraismo non ha in sé la componente di proselitismo delle altre due religioni monoteistiche, come ha riconosciuto il rabbino Benedetto Carucci Viterbi. Ma questo suo autoescludersi ha avuto dei risvolti negativi” fino al punto da edificare una prigione, una enclave che ha reso possibile e alimentato l’antisemitismo con tutte le conseguenze che questo ha portato. Per questo – dice ancora il fondatore di Repubblica – noi non credenti vorremmo che si aprisse”.

In sostanza, per il fondatore di REPUBBLICA, la colpa dell’antisemitismo sarebbe degli stessi ebrei colpevoli di essersi “autoesclusi” da una società che, sì, li chiudeva nei ghetti, ma non ha la responsabilità maggiore nella loro segregazione. La formula per la fine dell’antisemitismo sarebbe poi l'”apertura” dell’ “enclave” ebraica. Che cosa significa? Gli ebrei, di fatto, sono parte della società dei paesi in cui vivono, ne condividono le regole, la vita civile e politica. Non sono affatto un'”enclave”. A meno che ciò che Scalfari pretende dagli ebrei non sia la rinuncia pura e semplice alla loro cultura, la fine cioè della specificità della presenza ebraica nella società.
Secondo Scalfari non spetterebbe dunque a una società aperta e decente accettare il pluralismo e la varietà dei gruppi e delle culture umane. No, spetta alle minoranze avere la cortesia e il buon senso di uniformarsi alla maggioranze.

Come ripercorrere all’indietro la storia secolare dell’affermazione della tolleranza e del pluralismo in Europa…

In un momento di antisionismo e di antisemitismo esplicitamente affermato e rivendicato, posizioni come questa rappresentano un’eccellente copertura ideologica, anche se mosse da intendimenti “nobili”, come la costruzione dell”‘uomo nuovo” attraverso l’eliminazione ideale delle specificità culturali altrui. Forse qualcosa di simile (mutatis mutandis) lo pensava anche Pol Pot…