L’uovo di Siniscalco

Dedicato a quanti sono cresciuti con una pervicace cultura neo-umanistica nelle vene, a quanti ritengono importante solo leggere e scrivere (e mai far di conto), a quanti ritengono sia possibile ottenere burro, cannoni e cannoli:

Sul contratto dei dipendenti pubblici nel governo «ci sono forze contrastanti: una che sarei io che guardo alla stabilità dei conti, poi ce n’è più di una che considera il proprio elettorato, i pubblici dipendenti, e un’altra che ritiene Roma non proprio il centro delle virtù». Lo ha detto il ministro dell’Economia Domenico Siniscalco. «Bisogna lasciarli discutere e poi si vede – ha aggiunto Siniscalco – sono convinto che in ogni situazione se si è razionali e non populisti alla fine si trova una soluzione».
«Penso che il settore privato ci possa dare una mano: lì i contratti sono biennali e hanno chiuso tutti sotto i 100 euro. Troverei complicato spiegare agli italiani che li tassiamo per chiudere a 110 euro il contratto dei pubblici dipendenti che non sono per altro il top della produttività» ha poi aggiunto Siniscalco parlando durante un incontro all’Unione industriale di Torino. «Il settore privato – ha aggiunto il ministro dell’Economia – dà il riferimento. D’altra parte i grandi sindacati che trattano per i lavoratori pubblici e per quelli privati sono gli stessi».

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