La Giovane Marmotta

Ivan Scalfarotto, candidato indipendente alla Primaria dell’Unione, è un giovanotto quarantenne che nella vita fa il responsabile delle Human Resources per la divisione Capital Markets europea di Citigroup. Vive a Londra, dove ha contribuito a fondare un club di Libertà & Giustizia, ipotetico think-tank collateralista progressista. Si tratta, quindi, di un esponente di quella leggendaria “società civile”che, per definizione, è tale solo se produce esponenti progressisti. Se un candidato indipendente del centrodestra provenisse dalla più importante investment bank del pianeta, avremmo visto scorrere fiumi d’inchiostro e letto inquisitorie articolesse di Serra, Maltese, Berselli, Giannini, Travaglio: chi ti manda? Chi ti paga? Chi hai dietro? Sei un esponente del complotto planetario demo-giudaico-massonico-pluto-pippo-e-paperino? Ma tant’è.

Scalfarotto ha alcuni innegabili meriti. In primo luogo, è un entusiasta: lo abbiamo visto in varie comparsate televisive proclamare, garrulamente sdegnato, che la credibilità dell’Italia è ai minimi storici. Soprattutto, si è fatto un mazzo così per raccogliere il numero di firme necessarie per essere ammesso a partecipare all’happening pseudo-elettorale unionista, sostenendone i relativi costi, finanziari e (soprattutto) umani, tra i quali si annovera una furibonda scenata di gelosia “politica” di Imma Battaglia, storica esponente del sindacalismo lesbico-femminista, ed il persistente ed ipocrita ostruzionismo con il quale i diesse, noti somministratori di trasfusioni elettorali (do you remember Mugello?), hanno tentato in ogni modo di ostacolarne la raccolta di firme e oscurarne la visibilità, negandogli ogni e qualsiasi supporto logistico ed organizzativo, foss’anche un tavolino sghembo alle feste de L’Unità, tra una piadina e l’altra.

Scalfarotto è un impolitico, ed anche un pre-politico, a giudicare da alcune sue prese di posizione, ma ha l’innegabile merito di fare i compiti a casa, in attesa che la probabile vittoria elettorale unionista gli assegni un qualche strapuntino da cui, con la sua inestinguibile passione civile, egli potrà contribuire a migliorare questo sciagurato paese. I sondaggi di Repubblica lo accreditano di un 5 per cento di consenso tra gli elettori unionisti. Per dare un’altra dimostrazione di impoliticità, e per distinguersi da tutti i leader di partito, che hanno deciso di partecipare ad un processo democratico senza aver alcuna intenzione di esplicitare un programma, Scalfarotto ha pubblicato sul proprio blog una lista di 34 punti programmatici. Analizziamoli:

1. Governo composto in pari numero da uomini e donne: non male come idea, ci ricorda un pò le affirmative action americane. Non è il processo di selezione più meritocratico che esista, ma in politica la meritocrazia pare essere un optional. Temiamo però che l’idea sia di difficile realizzazione immediata, anche per mancanza di sufficiente personale politico femminile;
2. Istituzione dei PACS e allargamento alle coppie gay e lesbiche del diritto a sposarsi e della possibilità di richiedere di adottare un bambino: personalmente, siamo favorevoli ai Pacs e contrari all’adozione di bambini da parte di coppie gay, ma questo è del tutto irrilevante;
3. Possibilità di versare l’otto per mille ad associazioni di volontariato non confessionali: nella finanziaria attualmente all’esame del parlamento è prevista la devoluzione del cinque per mille per volontariato e ricerca, speriamo non venga impallinata prima del traguardo;
4. Abrogazione del valore legale dei titoli di studio: diremmo che può andare, anche se la realtà dei fatti sta progressivamente determinando una convergenza tra mondo latino (dove i titoli di studio hanno ancora valore legale) e mondo anglosassone, dove invece standardizzazione e definizione di standard qualitativi si realizzano attraverso il meccanismo dell’accreditamento;
5. Eliminazione dei concorsi universitari ed istituzione di un concorso abilitante a livello nazionale: tutto da verificare, per evidenti motivi;
6. Introduzione di una legge sulla violenza domestica e introduzione di un aggravante per i reati di genere nel Codice Penale: siamo distratti, non sapevamo che il codice penale fosse stato abrogato;
7. Approvazione di una legge sul conflitto d’interessi in linea con gli standard internazionali: pregasi definire “standard internazionali” e, giacché ci siamo, trovare una definizione operativa per “provincialismo”. Per ulteriori informazioni vedi alla voce D’Alema-Bicamerale;
8. Abrogazione delle leggi “ad personam”: definire “leggi ad personam”. Volendo essere analitici, c’è il rischio di arrivare al blocco della legislazione;
9. Ritiro immediato del progetto di riforma costituzionale della CdL: tranquillo, quello è già morto di morte naturale;
10. Abrogazione della legge Gasparri e approvazione di una legge antitrust nel sistema delle telecomunicazioni: un pò generico, e soprattutto ignorante del fatto che una Authority antitrust nelle telecomunicazioni esiste già, peraltro popolata anche da famigli di Prodi;
11. Abrogazione degli ordini professionali: letto, approvato e sottoscritto;
12. Revisione della legge “Biagi” per far fronte alle attese di maggiore sicurezza di chi entra nel mondo del lavoro: un pò generico e furbetto, caro Ivan…
13. Abrogazione della legge sull’Ordinamento Giudiziario: ottimo, viva le carriere per anzianità ed i conflitti d’interesse tra magistratura giudicante e requirente. Un pò contraddittorio rispetto alla vocazione dichiaratamente meritocratica di Scalfarotto;
14. Abrogazione della legge Bossi-Fini e revisione della normativa sull’immigrazione per favorire l’integrazione degli immigrati e l’accoglienza di talento dall’estero: la migliore integrazione degli immigrati consiste nel dar loro la possibilità di trovare un lavoro, possibilmente entro i confini della legalità. Di tutto il resto si può discutere, tranne che del considerare i flussi immigratori come variabile indipendente dalle esigenze del mercato del lavoro. Non siamo keynesiani, la piena occupazione dei trafficanti di esseri umani non ci interessa;
15. Inasprimento delle pene e previsione della procedibilità d’ufficio in tutti i casi per il reato di falso in bilancio e predisposizione di misure volte a garantire trasparenza e regolarità delle transazioni commerciali e finanziarie: condivisibile in astratto, sembra una legge Sarbanes-Oxley italiana. Scalfarotto se ne intende, visto il coinvolgimento del suo attuale datore di lavoro in tutti i più gravi scandali finanziari degli ultimi anni, da Worldcom a Parmalat;
16. Rilancio della cooperazione con gli altri paesi dell’Unione in tema di mandato di arresto europeo: già operativi entrambi, mandato di cattura europeo e cooperazione.
17. Manovra correttiva dei conti pubblici volta all’urgente rientro nei parametri di Maastricht: eccellente, figliolo. Ma dacci qualche dettaglio in più, sii gentile…
18. Aumento delle risorse destinate alla ricerca scientifica: vedasi punto 3, ed il nuovo cinque per mille;
19. Revisione della Legge n. 40 sulla procreazione assisitita verso standard di tipo europeo: condivisibile, se non fosse per quell’irritante e provinciale definizione di “standard europei”. Ma che diavolo sono?? Scalfarotto ha una sia pur minima idea di quali e quanto diverse siano le singole legislazioni nazionali in materia?
20. Rientro immediato delle truppe italiane dal’Iraq: ottimo, via i tagliagole italiani dall’Iraq, perbacco…
21. Ritiro del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina: abbiamo il legittimo sospetto che anche quello sia un progetto prematuramente passato a miglior vita;
22. Risoluzione del problema del rifornimento idrico alle zone del Mezzogiorno ancora penalizzate: ohibò, mai provato con una cosa chiamata mercato, magari coniugata al concetto cofferatiano di legalità?
23. Istituzione delle primarie di collegio e per l’elezione dei sindaci e dei presidenti di provincia e regione: vale a dire, le elezioni per fare le elezioni, quest’ultime da tenere poi con liste rigorosamente bloccate. Il modello-Toscana fa scuola;
24. Abbreviazione dei termini per lo scioglimento del matrimonio: perché no?
25. Depenalizzazione della vendita e del consumo delle droghe leggere: un pò old fashion, ma se ne potrebbe discutere;
26. Istituzione di una commissione di studio sull’introduzione dell’eutanasia per i malati terminali: ancora commissioni? Ma non ci è bastata la Commissione Nazionale di Bioetica? Iniziamo dal testamento biologico, va…
27. Approvazione di leggi antidiscriminatorie nei luoghi di lavoro: generico, che vorrà mai dire? E non c’erano già, tra le fonti del diritto in materia, la Costituzione e lo Statuto dei Lavoratori?
28. Abrogazione della caccia: o ampliamento delle specie cacciabili, anche bipedi?
29. Inasprimento delle sanzioni penali per tutti i reati di stampo mafioso e potenziamento delle norme sul sequestro dei beni mafiosi: forse Scalfarotto ignora che l’articolo 41-bis sul regime carcerario duro è stato convertito definitivamente in legge (ed esteso a reati di terrorismo) nell’attuale legislatura, nelle precedenti veniva periodicamente rinnovato;
30. Introduzione dell’etichetta etica per il rispetto dei diritti umani nei paesi in via di sviluppo: condivisibile, ma chi determina gli standard? Escludiamo larga parte dei manufatti cinesi? Sarà mica una barriera non-tariffaria?
31. Eliminazione del segreto di stato sui fascicoli relativi alle stragi e ai depistaggi dei servizi segreti: quali sono i casi in cui il segreto di stato persiste? Scalfarotto ha provato a chiederlo a Prodi, che quei dossier ha potuto vedere con i propri occhi stando a Palazzo Chigi?
32. Estensione del diritto di voto amministrativo agli extracomunitari residenti in regola da 5 anni: condivisibile;
33. Diritto all’asilo nido per facilitare il rientro delle madri ai luoghi di lavoro: esiste già un tentativo di legislazione in merito, quella che disciplina i micro-nidi aziendali e condominiali. O no?
34. Pressione in ambito UE per l’adozione di una politica di riduzione dei dazi agricoli per sostenere l’economia dei paesi in via di sviluppo: ottimo, anche qui ricordarsi di tirare la giacca a Prodi, che a sua volta si premurerà di tirarla al suo amico Chirac. Entrambi, per celebrare, potranno poi battere felici le mani al prossimo Live8 e dire che la fame nel mondo è colpa degli americani.

In sintesi, bel libro dei sogni. Antipolitico, impolitico, prepolitico. Fa tenerezza, ma merita un elogio per l’homework, mentre Mastella teneva sagre paesane e convegni mediterranei sul pane cafone. Prodi, non pervenuto. Ma si sa, lui è sempre mooolto preoccupaaaato…

P.S. Leggetevi anche i commenti al post sulle “34 canzoni”. Sono molto interessanti e dimostrano che, molto spesso, gli elettori sono politicamente più maturi degli eletti. E dei candidati.

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