Il Gandhi comunista

FERRANDO: DIRITTO IRACHENI SPARARE AI NOSTRI SOLDATI

(ANSA) – ROMA, 13 FEB – ”Siamo per la rivendicazione del diritto alla sollevazione popolare irachena contro le nostre truppe. Tutti gli episodi in cui ci sono stati nostri caduti, rientrano in tutto e per tutto nelle responsabilità d’una missione militare al servizio dell’Eni”. Lo dice Marco Ferrando, leader di ‘Progetto comunista’, minoranza interna a Rifondazione.

”C’è- dice in un’intervista al CORRIERE DELLA SERA – un diritto sacrosanto all’autodeterminazione e a resistere a forze d’occupazione militare che stanno lì per interessi colonialistici. (…) La lotta armata contro l’occupazione militare è giusta”.

Quanto al ruolo dell’Eni in Iraq, esiste, racconta Ferrando, ”un documento riservato prodotto dal ministero delle Autorità produttive di Antonio Marzano, sei mesi prima della guerra, in cui si sosteneva un interesse attivo dell’Eni ad andare a Nassiriya perch‚ lì c’era la partita del petrolio”.
”Questa – afferma Ferrando – è la posizione del 41% di Rifondazione, che non è soddisfatto del programma dell’Unione: dall’Iraq ci si deve ritirare e basta, senza condizioni. Io sono contro qualsiasi missione militare all’estero, nei Balcani come in Afghanistan, con o senza Onu”.Su Israele, aggiunge, ”rispetto la posizione della maggioranza di Rifondazione. Ma continuerò a dare battaglia nel partito”.

”Il 41% di Rifondazione, non solo io, critica il metodo non-violento. I popoli oppressi – sostiene Ferrando – devono esercitare la lotta per l’emancipazione con strumenti adatti.
(…) Però sia chiaro: noi siamo contro forme di lotta come il terrorismo”.

”Sosteniamo tutte le intifade – spiega il leader di Progetto Comunista -, le grandi sollevazioni dal Medio Oriente
all’America Latina. Intifade che naturalmente non sono dei pranzi di gala”.
Ferrando rivolge quindi delle critiche ai leader di centrosinistra. ”I 5 punti di cuneo fiscale citati da Prodi -dice – sono la stessa cosa che vuole Montezemolo”. Quanto a ”meriti” del centrosinistra di Soru, in Sardegna, ”sono solo il sottoprodotto di una lunga lotta di popolo”. Vendola ”è bravissimo. In Puglia – aggiunge Ferrando – ha fatto una battaglia con Fitto sulla sanità. Ma ora gestisce un piano sanitario stretto da logiche di centrodestra”.

La cosa che accomuna Ferrando all’Unione è l’impegno nel ”cacciare Berlusconi. Ma questa cacciata – conclude – deve avvenire sulle ragioni dei movimenti popolari, non nell’interesse delle grandi imprese”.(ANSA).

Ma Bertinotti non aveva definito strategica ed irreversibile l’opzione non-violenta?

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