Prestiti high-tech

Negli Stati Uniti, dove il costo del credito al consumo sta aumentando assieme alla più generale tendenza dei tassi d’interesse, l’industria finanziaria ha deciso di ricorrere alla tecnologia per circoscrivere il rischio d’insolvenze e raggiungere anche debitori di minor standing creditizio. Le auto acquistate tramite finanziamento da consumatori a rischio d’insolvenza vengono dotate di un dispositivo che, in caso di mancato pagamento delle rate, determina il blocco del sistema di accensione. Con questo metodo, si ottengono due effetti collaterali: viene ridotto il numero degli addetti alla requisizione del mezzo in caso di insolvenza, e si aumenta l’efficienza del mercato automobilistico attraverso la riduzione della rischiosità dei finanziamenti. Grazie a questa forma di garanzia collaterale per il finanziatore, gli acquirenti possono fruire di tassi d’interesse più bassi e debbono versare un acconto piuttosto contenuto, anche se hanno una storia personale di basso merito di credito. Il tasso d’interesse sui prestiti personali oscilla oggi tra il 7 ed il 20 per cento, a seconda dell’affidabilità del debitore mentre l’acconto, che per i soggetti solvibili è spesso prossimo allo zero, può toccare anche il 20 per cento del prezzo di listino. I debitori che possono ricorrere a queste forme di credito hi-tech sono soprattutto quelli che in passato hanno richiesto la protezione dai creditori (la cosiddetta bankruptcy, che negli Stati Uniti vale anche per persone fisiche, oltre che per le aziende attraverso la procedura detta di Chapter 11), e quelli che hanno già subito la perdita di possesso di un acquisto a credito per inadempienza nel pagamento delle rate.

Più in generale, si tratta del tentativo dell’industria finanziaria di prolungare l’estensione del ciclo economico dei consumi, che sta iniziando a dare evidenti segni di rallentamento anche a causa della tendenza al rialzo dei tassi d’interesse.