Il mercato alla ghigliottina

Coerente con le proprie promesse elettorali, il presidente francese Sarkozy sta tentando di far passare, nella bozza del nuovo trattato costituzionale europeo (sul quale si sta furiosamente e spesso grottescamente negoziando in queste ore a Bruxelles sotto gli auspici del Cancelliere Merkel, presidente di turno della Ue), alcune modifiche di rilievo per alleviare l’anglofobia antimercantilista dei propri connazionali. Ieri la delegazione francese è riuscita a far rimuovere dalla lista degli obiettivi fondamentali della UE, il riferimento ad un “mercato interno ove la competizione sia libera e non distorta“, presente nelle sacre scritture comunitarie dal Trattato di Roma del 1957. Secondo molti tecnici, questa rimozione indebolirebbe gravemente l’azione antitrust europea. Cosa di cui potremmo anche essere lieti, se non fosse che questo esito permetterebbe agli stati membri la reintroduzione delle pratiche di aiuti di Stato, in cui i francesi sono da sempre maestri, e gli italiani zelanti discepoli. A Parigi ricordano ancora con rabbia le epiche lotte contro l’allora Commissario Ue Mario Monti, contrario agli aiuti di Stato ad Alstom, campione nazionale transalpino.

Se l’obiettivo della competizione non distorta venisse fatto cadere a tutto vantaggio di quello che afferma che quella della Ue è “una economia sociale di mercato che mira alla piena occupazione“, in futuro i legali nazionali potrebbero argomentare a favore di aiuti di stato, davanti alla Corte Europea di Giustizia, invocando come fonte del diritto il primato dell’obiettivo di piena occupazione. L’apparente indisponibilità del Regno Unito a combattere per il mantenimento dell’obiettivo, ed il desiderio di Angela Merkel di portare comunque a casa un risultato, hanno finora permesso il colpo di mano francese. Gli uomini di Sarkozy, inoltre, stanno tentando di modificare la fraseologia che descrive l’obiettivo istituzionale della Banca Centrale Europea, rimuovendo il riferimento alla “stabilità dei prezzi“, per avere un istituto di emissione più sensibile alla illusoria creazione di occupazione attraverso la stampa di cartamoneta, come Sarkozy chiede da tempo. Questo tentativo sembra fortunatamente destinato a fallire, per evidente contrarietà della Germania ad abbandonare l’ortodossia monetaria.

Queste iniziative francesi non giungono a sorpresa. Nicolas Sarkozy, il nuovo idolo della destra italiana (soprattutto dei blogger), non è propriamente un modello di liberismo, ma semplicemente una versione OGM del vecchio dirigismo e statalismo gollista, e come tale la sua azione politica deve essere analizzata. E non dite che non ve l’avevamo detto

UPDATE: secondo la Bbc, l’intervento di José Manuel Barroso ed il coinvolgimento di Tony Blair e Gordon Brown hanno disinnescato la minaccia. Un protocollo legalmente vincolante servirà a rendere effettivo l’obiettivo ed il principio di libera e non distorta competizione, consentendo tuttavia a Sarkozy di presentare ai propri connazionali il grande risultato retorico ottenuto, come da fulgida tradizione francese. E poi ci lamentiamo se i cittadini non riescono a prendere sul serio l’Unione Europea.