Frutti di stagione

In Italia, vi sono alcuni eventi che indicano inequivocabilmente in quale stagione politica ci troviamo. Ad esempio, quando gli schieramenti iniziano a parlare di piani per la realizzazione di asili nido, ciò significa che ci avviciniamo alle elezioni. Oppure, quando si inizia a parlare di restituzione del drenaggio fiscale, ci troviamo nel pieno del dibattito parlamentare sulla Finanziaria. Anche quest’anno la tradizione è stata rispettata.

Un emendamento presentato addirittura dal relatore, l’ulivista Giovanni Legnini, propone che le maggiori entrate fiscali del 2008 ottenute grazie alla lotta all’evasione siano destinate, fra le altre cose, ”ad interventi atti a neutralizzare gli effetti derivanti dal fiscal drag” e non più per ridurre le imposte alle ”fasce di reddito più basse” come finora previsto. La restituzione del drenaggio fiscale fu introdotta per la prima volta in Italia nel 1990, in tempi di inflazione ben più elevata della attuale. La restituzione prevista era parziale e subordinata a graziosa concessione governativa. E si comprende il motivo: in primo luogo, come noto, i politici amano compiere “atti formali” e solenni per attribuirsi la paternità dell’operazione. In secondo luogo la restituzione del drenaggio fiscale, cioè l’indicizzazione degli scaglioni d’imposta al costo della vita, richiede risorse per la copertura. Ovvio quindi che la tentazione di sopprimerlo e recuperare risorse con un tratto di penna sia sempre molto forte. E questo è proprio quanto fece Tremonti nella scorsa legislatura, anche per contribuire a finanziare il modulo 2 della sua riforma fiscale, quello del mini-taglio delle aliquote Irpef a spesa pubblica invariata o addirittura crescente. Illusionismo fiscale, ovviamente.

Negli Stati Uniti, invece, dal 1981 la restituzione del drenaggio fiscale è integrale ed automatica. Un solenne patto con i contribuenti, un impegno anti-inflazionistico da parte del governo. Qui da noi, invece, prima e dopo l’arrivo della serietà al governo, le promesse di restituzione parziale si susseguono con precisione svizzera e sempre, come detto, in prossimità del dibattito sulla Finanziaria. Possiamo capire l’esigenza del governo: se si dovessero destinare fondi ad evitare di imporre un’odiosa tassa sull’inflazione, come sarebbe possibile annunciare urbi et orbi, con l’abituale prestidigitazione nominalistica, che i pensionati al minimo riceveranno “la quattrodicesima”, che in realtà è una tantum, essendo a copertura certa solo per il 2007?

Modello elettorale tedesco o francese? Per ora siamo certamente un modello di cialtroneria fiscale di stampo sudamericano.