Lo smemorato Dottor Sottile

Un socialista dove deve andare? Stefania è a destra, Bobo a sinistra…
“Non ho mai criticato chi è andato di qui o di là. Era un momento di sbandamento. Chi ha trovato casa, chi il capanno, chi una villa…benissimo. State dove vi chiama il ventre o l’intelligenza. Ma non manipolate la storia”.

A chi stai pensando?
“A Giuliano Amato…E’ un manipolatore della storia…E’ anche l’unico socialista che viene utilizzato ad intermittenza e a rate nel Pd. Sai perché? Perché tutti sanno che nel Psi Amato contava meno del due di briscola”.

Hai detto che è un bugiardo…
“E’ la verità. Un esempio. Alla famosa riunione della segreteria, quella del poker d’assi contro Di Pietro, Amato c’era. Intervenne proprio su come fronteggiare Di Pietro. Il giorno dopo Scalfari scrisse un violentissimo attacco ad Amato perché aveva partecipato ai lavori della segreteria pur essendo presidente del Consiglio. Amato mi telefonò: “Devo fare una smentita. Dirò che non ho partecipato ai lavori in cui si è parlato di Di Pietro”.”

Chiedeva complicità?
“Esattamente. Mi disse: “Sei l’unico che potrebbe rompermi i coglioni. Posso fare questa dichiarazione?” Gli dissi: “Falla, va benissimo per me”. E lui la fece.”

E tu tacesti…
“Fino a quando cominciò a dire che non sapeva di questo, non sapeva di quello. Non sapeva niente”.

Non sapeva del sistema delle tangenti…
“Come uno che fa parte di una famiglia dove entra uno stipendio di mille euro al mese ma si vive al ritmo di 2 mila euro al giorno”.

Anche tu sapevi…
“Ma certamente, come no?”

Ma Amato negava…
“Perché non era un intellettuale organico. Era ingaggiato. Un professionista. Praticamente un tassista”.

(Rino Formica, intervista a Claudio Sabelli Fioretti per La Stampa)

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