Non stappate lo champagne

Pubblicata la prima stima (quella necessariamente più grezza ed incompleta) della variazione del Pil statunitense nel quarto trimestre 2008: meno 3,8 per cento annualizzato, a fronte di attese poste a meno 5,5 per cento. Grande e positiva sorpresa, quindi? Manco per idea. Il risultato è frutto di uno spiacevole (in quanto involontario) accumulo di scorte.

In altri termini, il crollo dei consumi è più rapido del taglio ai programmi di produzione delle imprese:

Le scorte sono cresciute al passo annualizzato di 6,2 miliardi di dollari nel quarto trimestre, primo incremento da oltre un anno. Il loro contributo alla crescita (pari all’1,32 per cento) è stato il maggiore dal quarto trimestre del 2005. In sostanza, il crollo dei consumi ha determinato un accumulo involontario di scorte, che causerà nei prossimi mesi un ulteriore taglio della produzione. Le vendite finali interne, grandezza che si ottiene sottraendo al Pil la variazione delle scorte, è stato pari a meno 5,1 per cento. Lo stesso dato, riferito al terzo trimestre, è stato pari a meno 1,34 per cento. Di rilievo, nell’ambito dei consumi di beni durevoli, la sottrazione alla crescita causata dalla crisi dell’auto: la produzione di veicoli a motore toglie al Pil il 2,04 per cento.

Siamo ancora molto lontani dalla fine dell’incubo.

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