Le tasse scomparse

Tra i tanti crolli verticali prodotti da questa crisi (commercio estero, occupazione, produzione industriale, credito), quello del gettito fiscale appare la naturale conseguenza. Neppure gli Stati Uniti sfuggono alla regola. Il deficit del bilancio federale si è ampliato in febbraio a 192,8 miliardi di dollari, secondo peggior risultato dagli inizi delle rilevazioni di questa serie storica. Nello stesso mese il gettito fiscale è diminuito del 17 per cento, a 87,3 miliardi, minimo da febbraio 1995, e le imposte personali sul reddito sono calate del 64 per cento, a soli 8,7 miliardi di dollari, peggior risultato mensile da maggio 1985. Anche alcuni paesi europei hanno gravi problemi di deficit fiscale.

L’Irlanda, che si è ormai completamente risvegliata alla realtà, ha scoperto che durante i cinque anni della bolla immobiliare la spesa pubblica è cresciuta del 50 per cento, ed oggi appare scarsamente comprimibile, ma soprattutto che è stata in larga parte finanziata da imposte sulla proprietà immobiliare, che oggi sono crollate. Ad oggi, il gap tra tasse raccolte e denaro speso ammonta all’8 per cento del Pil. Per questo grave problema di composizione delle fonti di gettito il governo irlandese dovrà ridisegnare il sistema fiscale, oltre a smantellare il generoso welfare creato negli anni della bolla immobiliare. A meno di riduzioni della spesa nominale, al restringersi dell’economia il peso dello stato raggiungerà presto il 50 per cento del Pil. Un livello danese, cioè del paese con la maggiore pressione fiscale del pianeta, ma senza il successo economico della Danimarca, né  le sue reti di protezione sociale.

Siamo quindi costretti (non per la prima volta) a rileggere la storia: il boom irlandese è stato certamente alimentato da innegabili effetti positivi dal lato dell’offerta (le ridotte aliquote sulla tassazione delle imprese e, in misura minore, quelle sulle persone fisiche), ma anche e soprattutto dalla bolla immobiliare e dei consumi, che hanno fatto esplodere fonti di gettito fiscale come le imposte immobiliari e sui consumi, che ora sono in caduta libera. Prendere nota per la prossima espansione.