Ma noi ne usciremo meglio di altri – The sequel

Pubblicato oggi l’Economic Outlook Interim Report dell’Ocse. La recessione in corso porterà nel 2009 ad una flessione del Pil italiano del 4,3 per cento, in linea con il meno 4,3 per cento stimato per l’intera Area Ocse, mentre la stima per Eurolandia è pari a meno 4,1 per cento). La contrazione dell’economia italiana sarà soprattutto causata dal calo degli investimenti, dalla caduta dell’export e dell’incertezza che frena la spesa dei consumatori, anche in relazione alla condizione del mercato del lavoro ed alla sua evoluzione attesa, che spingono ad accrescere il risparmio precauzionale. Secondo l’Ocse, la struttura dell’economia italiana e la sua specializzazione nell’export  “la espongono alla piena forza della recessione in altri paesi”.

L’Italia vedrà inoltre aumentare nel 2009 il rapporto deficit/pil al 5 per cento, che salirà al 6 per cento nell’anno successivo. Tale aumento, secondo l’organizzazione, non è però dovuto alle misure prese per estendere gli ammortizzatori sociali e per supportare le famiglie a basso reddito previste dai provvedimenti anti-crisi, perché queste hanno un impatto di bilancio pari a zero in quanto compensati da tagli in altre voci di spesa. L’Italia, inoltre, deve rifocalizzare la spesa per ampliare il sostegno ai disoccupati ed alle loro famiglie, che “sarà più efficace degli aiuti ai singoli settori o a tentativi di dirigere il credito bancario”.

Ma come sapete, “Non credo sia il momento di fare previsioni congiunturali, mi stupisco che qualcuno ancora le faccia“. Perché ci sono troppi corvi, e soprattutto occorre prudenza con le previsioni, perché “le stesse organizzazioni che le elaborano sono costrette a correggerle“. In peggio, ma non formalizziamoci. E’ auspicabile che nella formazione di base di ogni politico, soprattutto se destinato a diventare ministro, venga inserito un corso intensivo sulla modellizzazione economica. Nulla di trascendentale, per carità:  il minimo indispensabile per acquisire almeno il senso del ridicolo.