Pacco, doppio pacco e contropaccotto

L’economista Jeffrey Sachs spiega uno degli innumerevoli modi (e neppure il più sofisticato, a dire il vero) con cui le le banche potranno spennare i contribuenti americani, grazie al PPIP della premiata ditta Geithner & Summers.

Ecco come:

Considerate un attivo tossico posseduto da Citibank con un valore facciale di 1 milione di dollari, ma con probabilità zero di produrre alcun pagamento, e perciò con valore di mercato pari a zero. Un potenziale acquirente esterno (cioè non colluso con Citibank, ndPh.) non pagherebbe nulla per questo titolo. Supponete, tuttavia, che la stessa Citibank crei un Citibank Public-Private Investment Fund (CPPIF), entro i termini del piano Geithner-Summers. Il CPPIF si offre di comprare  il titolo privo di valore per 1 milione di dollari, perché può prendere a prestito 850.000 dollari dalla FDIC, ed ottenere altri 75.000 dollari dal Tesoro. Citibank dovrà solo mettere i 75.000 dollari mancanti al totale.

Citibank perciò riceve 1 milione per un titolo privo di valore, mentre il CPPIF si ritrova con un titolo privo di valore a fronte di 850.000 dollari in debito verso la FDIC. Il CPPIF dichiara bancarotta (grazie al fatto che il prestito ricevuto è no-recourse, cioè la FDIC può rivalersi solo sulla garanzia sottostante, cioè sul titolo tossico privo di valore, ndPh.), mentre Citibank esce di scena con un bel milione di dollari. L’utile netto di Citibank dell’operazione è di 925.000 dollari (ricordate che la banca ha investito solo 75.000 dollari nel CPPIF), ed i contribuenti perdono 925.000 dollari.

Non male. Dopo il PPIP occorrerà rivedere il luogo comune che assegna agli italiani la palma di popolo più ingegnoso nella elaborazione delle truffe.

Sostieni Phastidio!

Dona per contribuire ai costi di questo sito: lavoriamo per offrirti sempre maggiore qualità di contenuti e tecnologie d'avanguardia per una fruizione ottimale, da desktop e mobile.

Per donare, clicca qui!