E via, verso nuovi successi – 2

“Spero che per la prima volta possa esserci un presidente italiano dell’Europarlamento. Noi abbiamo un ottimo candidato che è Mario Mauro”: lo dice Silvio Berlusconi parlando al Convegno dei giovani imprenditori. “Abbiamo – spiega – un competitore, la Polonia”, ma l’Italia – secondo il premier – è in una situazione favorevole. (Ansa, 13 giugno 2009);

“Noi mettiamo lì la nostra candidatura, convinti che sia la migliore”. Lo ha affermato il premier Silvio Berlusconi al suo arrivo al vertice del Ppe a proposito della candidatura alla presidenza dell’Europarlamento di Mario Mauro. (Ansa, 18 giugno 2009);

«Il capogruppo del Ppe al parlamento europeo Joseph Daul ha ringraziato il presidente del Consiglio e presidente del Pdl Silvio Berlusconi e Mario Mauro per il loro spirito europeista che ha consentito il ritiro dalla corsa alla presidenza del parlamento europeo dell’eurodeputato del Pdl per lasciare il passo all’ex premier polacco Jerzy Buzek. Daul, si legge in una nota, dopo un colloquio con Berlusconi ha chiesto a Mauro di ritirare la sua candidatura per “facilitare”l’elezione di Buzek. Il capogruppo del Ppe ha ringraziato Berlusconi “per questo gesto di unità e di coesione della famiglia politica del Ppe”. “Ancora una volta Berlusconi e il suo partito dimostrano il suo attaccamento ai valori di un’Europa responsabile e solidale”.» (Ansa, 5 luglio 2009)

Aldilà degli elogi di circostanza, vale la pena ricordare che Germania e Francia si erano pronunciate a favore della candidatura di Buzek, ex premier polacco ed ex attivista di Solidarnosc, per mostrare l’attenzione dell’Europa verso il blocco dell’Est in un momento di grave crisi economica che rischia di diventare anche politica e sociale. L’Italia, come spesso le accade da quando il Muro di Berlino è caduto, è ormai irrilevante, e può solo rifugiarsi in una politica declamatoria. Ma l’importante è che ai sudditi ciò sia regolarmente occultato.