Il decreto ha l’oro in bocca

Ieri mattina, alle 11.25, l’agenzia Ansa ha messo in rete una classica “notizia all’italiana”, vale a dire una velina che omette rigorosamente ogni e qualsiasi riferimento alla notizia sottostante:

CRISI: DL;SODDISFAZIONE TESORO SU OK BCE A TASSA RISERVE ORO 2009-07-15 09:25:39.360 GMT – Le valutazioni della Bce sulla tassazione delle riserve auree, appena ricevute da Francoforte, sono parte di uno scambio di informazioni già in corso, di estrema utilità, e sono accolte con viva soddisfazione”. E’ quanto si legge in una nota del Tesoro, secondo cui le valutazioni di Francoforte “ci consentono di proseguire il lavoro già avviato in queste settimane per approfondire e risolvere i problemi ancora aperti, cui contiamo di trovare soluzione in sede di emendamento”. “Come si è già avuto modo di scrivere alla Bce ancora prima della stessa approvazione del pacchetto di misure di cui fa parte la norma in questione, sono allo studio tutti gli accorgimenti in grado di assicurare che la norma “non influisca negativamente in alcun modo sull’indipendenza, tanto finanziaria quanto operativa, della Banca d’Italia”

Praticamente, un trionfo. Ma del contenuto della notizia a cui il Tesoro reagisce, il commento della Bce, nessuna traccia.

Sfortunatamente per il Tesoro ed il suo attuale inquilino, pare che a Francoforte leggano le agenzie di stampa italiane. E così, non passano neppure 90 minuti ed ecco che alle 12.54  l’Ansa è costretta a tirare fuori da sotto il tappeto il casus belli:

La Banca centrale europea chiede che “sia riconsiderato” l’articolo del decreto legge anti crisi che introduce una tassa sulle plusvalenze dell’oro che tocca in particolare le riserve della Banca d’Italia.
Lo comunica la Bce nel suo parere consultivo, nel quale esprime “preoccupazioni” con riferimento alla “indipendenza istituzionale e finanziaria della Banca d’Italia” la cui “posizione finanziaria risulterebbe indebolita” tanto da “pregiudicare la sua indipendenza istituzionale”.

In sostanza, per Trichet la manovrina estiva anti-crisi, che istituisce un’imposta sulle plusvalenze aurifere, è incompatibile con i trattati europei nella parte in cui prevede di tassare profitti teorici non effettivamente realizzati. Il dl “prevede un’obbligazione d’imposta” su una plusvalenza solo maturata, e non realizzata. Una situazione che “rappresenta di per sé una forma di credito al settore pubblico incompatibile con il divieto di finanziamento monetario ai sensi dell’articolo 101” del Trattato.

Ecco, cari lettori, questa è la notizia che l’agenzia Ansa ha tentato fino all’ultimo di non dare, pubblicando per contro l’imbarazzato e deferente ossequio del Tesoro italiano a quella che in realtà era una bocciatura senza appello di una manovra “creativa” finalizzata ad estrarre risorse finanziarie dalla Banca d’Italia per destinarle al Tesoro.

Come andrà a finire? Già nei minuti successivi alla dura presa di posizione di Trichet i relatori del decreto legge anticrisi hanno presentato un emendamento che riduce dal 6 all’1 per cento l’aliquota d’imposta, ma l’imponibile resta la plusvalenza teorica sul maturato. Altamente probabile che la prossima mossa sarà lo stralcio dell’intera operazione sull’oro.

E via, verso nuove furbate.

UPDATE delle h.13.30: l’emendamento presentato dai relatori al decreto anti-crisi in discussione nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, e che fa scendere la tassa sulle plusvalenze aurifere maturate dal 6 all’1 per cento è stato giudicato dalla presidenza della Camera “palesemente inammissibile perché non rispetta il contesto normativo della Ue”. E’ quanto si apprende da fonti parlamentari.  The end.