Il Grande Armonizzatore

L’europarlamentare e statista sannita Clemente Mastella (nato Udeur e recente acquisto del cosiddetto Popolo delle libertà), per dimostrare la sua esistenza in vita politica, ha presentato questa mattina un’interrogazione scritta alla Commissione europea sulla necessità di armonizzare le aliquote fiscali in Europa. Mastella riconosce (bontà sua) che “la politica fiscale è competenza esclusiva dei singoli Stati membri e rimane, quindi, legata a specifiche esigenze economiche e sociali esistenti a livello nazionale”.

Ma osserva anche che “l’esistenza di aliquote fiscali diverse comporta evidenti distorsioni del mercato interno, creando problemi di doppia imposizione, ad esempio, per le Pmi che operano in altri Stati membri. Falsano la concorrenza con disparità di trattamento tra imprese e rappresentano un forte incentivo alla delocalizzazione delle stesse in Paesi membri in cui le aliquote fiscali sono meno elevate”.

Alla luce di questa situazione, Mastella chiede quindi a Bruxelles “se non ritenga che tutt’oggi esistano forti distorsioni del mercato dovute alle diverse politiche fiscali, quali nuovi provvedimenti ha intrapreso al fine di garantire
un’armonizzazione delle legislazioni fiscali ed il funzionamento efficace del mercato interno e di indicare a che punto sono i negoziati relativi all’adozione di una base imponibile unitaria e comune per le imprese”. Mastella non capisce, o finge di non capire, che l’armonizzazione della base imponibile è cosa del tutto distinta da un’improbabile armonizzazione delle aliquote.

Le distorsioni si riducono rendendo comparabili i regimi fiscali dei paesi, in modo da attuare una sana e trasparente competizione, e l’armonizzazione delle basi imponibili va in questa direzione. E’ piuttosto singolare, o più propriamente cervellotico, andare verso il federalismo e chiedere di armonizzare (leggasi unificare) le aliquote.

Ma una simile proposta non stupisce, provenendo dall’esponente di un partito che annovera orgogliosi socialisti in servizio permanente effettivo ed altri personaggi che s’indignano ad essere definiti liberali. Dopo quella ai comunisti, è ufficialmente aperta la caccia ai liberali. Chi riesce a scovarne uno nel Pdl, ce lo segnali. Lo affideremo al WWF come specie minacciata di estinzione.

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