Alitalia è privata. Della vergogna

Quando la fantasia commerciale incontra gli enti pubblici, i risultati aberranti sono garantiti. L’ultimo è l’espediente del cosiddetto co-marketing, una iniziativa di alcune regioni italiane per incentivare il turismo internazionale. E così, da metà dicembre, almeno tre volte alla settimana, un volo Alitalia collegherà direttamente Torino a Mosca, Istanbul, Amsterdam e Berlino. In cambio, nei prossimi tre anni, l’ex compagnia di Stato riceverà 6 milioni di euro dagli enti locali piemontesi (Regione, Provincia, Comune di Torino) e dalla Sagat, la società che gestisce l’aeroporto di Caselle. Soldi pubblici ad una società formalmente privata, geniale.

E non è dato sapere se, nel caso assai probabile in cui queste tratte dimostreranno la loro antieconomicità, l’erogazione pubblica verrà meno. Nel frattempo, Alitalia si prepara a mettere in cantiere altre iniziative di co-marketing, con le regioni Puglia, Veneto e Friuli, ed è anche riuscita a vincere la gara d’appalto per la “continuità territoriale” bandita dall’aeroporto di Crotone. Come sostituire sussidi pubblici a sussidi pubblici, sopprimendo definitivamente la concorrenza. Chiediamoci a cosa sarebbero potuti servire, in questa congiuntura, i soldi pubblici che saranno pagati dagli enti locali ad Alitalia. E che invece permetteranno al premier di farsi brillare gli occhi mentre afferma che i conti di Alitalia sono tornati in utile.

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