Che le danze s’inizino

L’Unione europea ha deciso di non decidere e ha quindi emesso un solenne statement alla Catalano, dove si invita la Grecia a perseguire “sane e solide politiche, in linea con le regole convenute”. Che poi sarebbero quelle stesse che Atene aggira regolarmente da un quindicennio. Pare che i tedeschi dell’Fdp si siano messi di traverso, ma non vi sono certezze, solo lanci d’agenzia. Le probabilità che l’intera vicenda finisca male stanno vistosamente aumentando.

Ha perfettamente ragione Francesco Giavazzi, sul Corriere di oggi: questo è un lavoro per il Fondo Monetario Internazionale, non per l’Unione europea. Nota per tutti gli euroscettici disinformati di casa nostra: il fatto che si decida di non decidere è tutto fuorché motivo di sollievo. Ma lo stesso accadrebbe se si decidesse nei termini vagheggiati nell’orgia di boatos odierna, cioè con acquisto di titoli di stato greci da parte delle banche statali. Cioè, par di capire, delle opacissime Landesbanken, quelle che hanno ordinato nuovi armadi all’Ikea perché in quelli esistenti non riescono più a ficcare tutti i loro scheletri, e che si sono già impitonite di titoli del Club Med, porcinamente allargato alla ex tigre celtica. Deve evidentemente trattarsi di uno scherzo di Carnevale. Il nostro problema è che la Quaresima rischia di essere particolarmente dolorosa.

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