Piccoli deliri tra amici

Siamo consapevoli di provocare un picco pressorio a qualche lettore, allo stesso modo in cui non abbiamo dati che possano suffragare la tesi che andiamo ad esporre. Eppure, è sempre più forte l’impressione che il cospirazionismo abbia salde radici soprattutto a destra, almeno in questa destra peronista che abbiamo eletto. In questo senso le “valutazioni” di Claudio Scajola sui motivi della sua caduta sono molto interessanti. In sintesi, ci sarebbe larga parte del pianeta che attende diligentemente il proprio turno di fare la pelle al governo Berlusconi. Nessun nemico in Italia, quella l’abbiamo pacificata. Ma dall’estero, signora mia.

Sostiene Scajola:

“La Francia, in prospettiva, ha tutto da perdere dal nostro programma nucleare. Senza contare che anche l’arrivo di Geronzi al vertice delle Generali, favorito dal governo, ha toccato gli interessi dei francesi. Ci sono poi gli americani, che non vedono di buon occhio gli stretti rapporti tra Putin e Berlusconi. Insomma, molti avrebbero interesse ad un governo più debole. Molte cose non tornano”

E’ evidente: la Francia ci vende tecnologia per le futuribili centrali nucleari, ma vorrebbe anche far deragliare il programma, perché in prospettiva (tendente al giorno del giudizio) smetteremo di essere importatori netti da loro, come aveva notato lo stesso Scajola pochi giorni addietro a Parigi, magnificando la stretta e crescente cooperazione tra Areva, Edf, Ansaldo ed Enel. Ed il siluramento dal vertice di Generali del giovin Antoine Bernheim, ottantacinquenne, per far posto al settantacinquenne Cesare Geronzi, è uno schiaffo che l’Eliseo vorrà lavare col sangue, alla prima occasione utile. E pazienza che nel board del Leone di Trieste sieda come vicepresidente uno dei compari più stretti di Sarkozy, Vincent Bolloré: ce la faranno pagare. E gli americani? Loro certamente saranno preoccupati per l’amicizia stretta con Putin, presto docente all’Università liberale della Brianza. Col nostro garrulo movimentismo siamo uno dei paesi più destabilizzanti per l’Occidente, si direbbe.

Claudio Scajola avrà sicuramente un’eccedenza di senso dello stato. Provi a barattarlo con una presina di senso del ridicolo: ottimizzerà la sua dotazione di risorse.

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