Ma loro sono diversi

Giunta al culmine della propria parabola elettorale, quello in cui ti sembra di avere davanti un’autostrada di consenso ed un tocco magico anche nel proclamare la data del giorno durante i comizi, la Lega comincia a scoprirsi sempre più simile ai partiti tradizionali. Passi l’attovagliamento gianicolare, dove la certificazione della ormai acquisità romanità (politica, s’intende) leghista è stata solo parzialmente compensata dal dito medio d’ordinanza di Umberto Bossi. Ma per il Carroccio ci sono altri inquietanti segnali di “normalità”.

Uno è certamente il balletto di conferme e smentite alla topica del leader, quella su Irpef e Iva girati non più alle regioni ma ai comuni. Non sopravvaluteremmo il significato di quella presa di posizione, che potrebbe semplicemente essere la spia di una lucidità intermittente. Ma di certo in via Bellerio non hanno smentitori provetti come Paolo Bonaiuti, e si sono arrabattati con una “prova tv” del giorno prima.

Poi ci sono altri elementi di omologazione al sistema, come ad esempio la patologica propensione alle consulenze. Anche questo è un caso – non (ancora) penale, ma certamente politico – di mele marce. Ma il frutteto padano potrebbe avere altri frutti eccessivamente maturi, almeno a dar credito (in ogni senso) a questa inchiesta di Paolo Griseri su Repubblica. Non sappiamo se le cose stanno effettivamente in questi termini, anche se occorre ammettere che il racconto è perlomeno verosimile. Certo, se per difendere un migliaio (e anche meno) di allevatori, non è dato sapere quanto in buona fede (per usare un eufemismo), si decide col pieno avallo del ministro dell’Economia di violare in modo patente una norma comunitaria, condannandosi a procedura d’infrazione certa, delle due l’una: o è un caso di stupidità manifesta, o dietro c’è dell’altro. Ben altro.

Come che sia, a parte le baruffe varesotte (che non vanno comunque sottovalutate), pare sempre più evidente che la Lega è ormai parte integrante ed integrata del sistema. Pur continuando ad essere diversi, ovviamente.

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