Sul prossimo numero di Rolling Stone, Matt Taibbi asfalta simbolismi, coazioni a ripetere e parole d’ordine dei di alcuni Tea Partiers: bianchi, anziani, beneficiati dal Medicare come pochi altri, cospirazionisti. Tutti ardentemente contro la spesa pubblica, tranne quella che li beneficia direttamente. Guidati da personaggi che inciampano nelle loro stesse ipocrisie e contraddizioni, come il figlio d’arte Rand Paul, che non intende avallare tagli al Medicare (da lui definito “medicina socializzata”), perché metà dei suoi pazienti sono coperti proprio dal Medicare, e in fondo “ai medici deve essere consentito vivere in modo adeguato”. Anche facendo una robusta tara di quello che afferma Taibbi, c’è ben poco da stare allegri: questi personaggi sembrano la replica agli steroidi del GOP bushiano, soprattutto nel potenziale per far esplodere il deficit. Epigoni italiani, procedere con cautela.
“Razzisti? No, narcisisti stupidi”
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