Il ritorno della Voodoo Economics

La Camera dei Rappresentanti statunitense, che si riunirà il prossimo 5 gennaio per la centododicesima inaugurazione del Congresso, cambierà alcune regole procedurali sulle modalità di copertura finanziaria delle leggi, per decisione della nuova maggioranza Repubblicana. La regola del pay-as-you-go, che prevede che ogni aumento di spesa o riduzione d’imposte nei programmi di spesa obbligatoria (entitlement) venga coperta da tagli di altre spese o aumenti di altre imposte, verrà sostanzialmente diluita.

Sarà infatti prevista una deroga al pay-as-you-go, in base alla quale i tagli d’imposta potranno essere effettuati in deficit. Inoltre, gli aumenti di spesa dovranno essere finanziati esclusivamente con tagli di altra spesa. Si ripropone, quindi, la vecchia tesi Repubblican-lafferiana dei tagli d’imposta in deficit che si ripagano da soli. Una tesi, ricordiamolo, che non ha finora avuto alcun riscontro empirico. Il Center on Budget and Policy Priorities segnala che, con questa nuova regola procedurale, si rischia una proliferazione di forme di elusione fiscale (i tax loopholes) chieste ed ottenute dagli special interests, che sono notoriamente distorsive del funzionamento dei mercati e dell’allocazione di risorse. Le nuove regole di copertura della Camera consentiranno inoltre il ricorso al processo di riconciliazione (quell’insieme di procedure che facilitano un percorso rapido della legislazione di bilancio) anche in caso di misure di aumento di deficit, purché causato da riduzioni di imposte.

Viene quindi istituzionalizzato, almeno alla Camera, l’antico credo Repubblicano che Bush senior (prima di essere imbarcato da Reagan nel ticket presidenziale) definiva voodoo economics. Nel frattempo, il nuovo stimolo appena negoziato tra Obama ed i Repubblicani, che consiste soprattutto nella proroga per un biennio dei tagli d’imposta per tutti decisi da Bush junior, scaverà nuove voragini nel bilancio federale, e permetterà ai Repubblicani di fare campagna nel 2012 affermando che la salvezza risiede nel taglio di tasse purchessia, quindi anche in deficit, e che i buchi di bilancio sono in realtà colpa di Obama e dei Democratici, con i loro programmi socialisti di spesa incontrollata. Mettetevi comodi, scoprirete che i tagli d’imposta in deficit non risolvono i mali del mondo. Al limite, ne aggiungono.

Resta da capire, anche senza scomodare Barro e Ricardo, quanto tempo servirà agli americani per capire che i deficit – anche quelli creati con tagli d’imposta – prima o poi vanno ripagati.

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