America, comincia l’era del ticket?

A conferma del fatto che la crisi fiscale che sta investendo gli Stati Uniti potrebbe determinare la fine di alcuni paradigmi, dopo la tassazione del no-profit attraverso l’applicazione di fees, ecco una variazione sul tema dell’aumento di pressione tributaria causato dal dissesto delle finanze pubbliche locali. Almeno cinquanta città californiane hanno finora adottato la cosiddetta crash tax, che consente agli enti locali di chiedere alle assicurazioni il rimborso dei costi sostenuti per l’invio di mezzi di soccorso sulla scena del sinistro. Il “contributo”, un vero e proprio ticket, varia da centinaia fino ad alcune migliaia di dollari. Se le assicurazioni non pagano, le municipalità potranno rivalersi sui conducenti coinvolti nel sinistro.

Il mese prossimo la città di Sacramento voterà l’introduzione delle fees per interventi sulla scena del sinistro, mentre a New York il sindaco Michael Bloomberg ha proposto l’applicazione del contributo per gli interventi dei vigili del fuoco. Queste sono le evidenti conseguenze della drammatica crisi di finanza pubblica locale. Naturalmente, queste iniziative inducono riflessioni sulla motivazione ad imporre contributi anche a soggetti che non hanno responsabilità nel sinistro, e tali riflessioni potrebbero spingersi sino alla ridefinizione del perimetro di bene pubblico, che per definizione va finanziato a carico della fiscalità generale. Anche se non si tratta, a rigore, di bene pubblico puro quanto di bene sociale o collettivo. Scontata la levata di scudi delle assicurazioni, che segnalano il rischio di aumenti dei premi, oltre a quello di un aumento di fallimenti individuali, con evidenti ricadute sull’economia.

Possibile che, al termine del braccio di ferro, si generalizzi un punto di equilibrio con l’applicazione di ticket circoscritti a situazioni in cui è ravvisabile una qualche forma di corresponsabilità dei soggetti coinvolti nel sinistro, oltre alla compartecipazione al costo delle attività di “ripulitura” della scena del sinistro, che spesso sono particolarmente costose. Oppure la tanto agognata crescita americana, che in molti (come accade ormai da quasi tre anni) continuano ad intravvedere dietro l’angolo, riuscirà a stabilizzare le casse pubbliche locali, facendo venir meno l’esigenza dell’applicazione di queste nuove forme di ticket. Se così non fosse, questa nuova era di pressione tributaria pervasiva potrebbe essere il catalizzatore di nuove forme di organizzazione sociale.

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