Macromonitor – 6/2/2011

Una settimana di robusti dati economici si lascia alle spalle (per ora) i timori relativi alle sollevazioni nel mondo arabo e spinge azionario, materie prime ed obbligazioni ad alto rendimento a nuovi massimi di ciclo.

L’attività economica globale sta marciando a pieno regime, come testimoniato anche dagli indici di gennaio dei direttori acquisti di manifattura e servizi, pubblicati in settimana. Uno scenario di crescita superiore al consenso rischia di riflettersi negativamente sulle obbligazioni, con rendimenti in rialzo e prezzi in ribasso, soprattutto considerando che allo stato attuale i governi non stanno facendo abbastanza per ridurre i deficit di bilancio. La severità del ribasso dei bond dipenderà molto anche da eventuali sorprese negative provenienti dall’inflazione, che finora si sono manifestate in Europa e nei paesi emergenti. E’ opportuno sottolineare che, in caso di accelerazione della crescita, anche molti dei timori di solvibilità sui due lati dell’Atlantico (euro-periferia e municipals americani) verrebbero ridotti significativamente, soprattutto in presenza di misure di riordino fiscale.

Sul mercato del reddito fisso, i forti dati di attività economica hanno guidato al rialzo i rendimenti. I periferici europei hanno visto gli spread più stretti dallo scorso ottobre, anche se i flussi di acquisto sembrano essere piuttosto limitati. Alla base del rally, la progressiva riduzione del pessimismo circa la capacità della Ue di assemblare una soluzione sistemica alla crisi di debito. Non è detto che le cose vadano effettivamente così, poiché i rischi di esito sfavorevole al summit di marzo restano non trascurabili. Per ora assistiamo soprattutto a ricoperture di posizioni ribassiste.

I mercati emergenti locali hanno performato positivamente in settimana. Ma i prezzi delle materie prime e la forte crescita stanno spingendo al rialzo l’inflazione e le banche centrali non stanno finora rispondendo con la rapidità necessaria (con la sola parziale eccezione dell’Indonesia, che da inizio anno ha alzato i tassi di un punto percentuale), circostanza che potrebbe far deragliare la crescita.

I mercati azionari hanno ripreso in settimana il movimento rialzista, sulla scorta delle continue sorprese positive dal lato dei dati macro. La reporting season americana del quarto trimestre ha prodotto un’altra significativa sorpresa positiva, superando il più recente consenso degli analisti, soprattutto nei settori Energia e Tecnologia, che sono finora quelli che hanno conseguito la migliore performance azionaria da inizio anno. L’impressionante serie di sorprese positive degli ultimi due anni ha riportato la quota dei profitti aziendali sul Pil ai livelli pre-crisi, e reso la ripresa dei margini di profitto la più forte degli ultimi 60 anni.

Nell’ambito del credito, gli ultimi dati degli indici dei direttori acquisti, che evidenziano forti incrementi sia nel dato complessivo che nella componente riferita ai nuovi ordini ed al rapporto di questi ultimi con le scorte, suggeriscono un posizionamento sui settori ciclici rispetto a quelli difensivi, analogamente al mercato azionario. Considerazioni simili valgono per l’obbligazionario High Yield.

Le materie prime fanno segnare in settimana un rialzo di circa il 2 per cento, con petrolio ed oro che proseguono il rally innescato dai tumulti in Egitto. Anche le derrate agricole guadagnano il 2 per cento circa, con la FAO che comunica che i prezzi alimentari mondiali sono saliti in gennaio al nuovo massimo storico. Ciò continuerà ad esercitare pressioni rialziste sull’inflazione dei paesi emergenti, dove gli alimentari rappresentano in media il 30 per cento circa del paniere dell’indice dei prezzi al consumo. Con livelli di scorte piuttosto depressi e quelli di produzione che soffrono ancora per i severi eventi climatici delo scorso anno, i prezzi potrebbero proseguire nel proprio movimento rialzista fino alla fine del secondo trimestre. Da quel momento, i nuovi raccolti potrebbero aiutare l’offerta.

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