I sottosviluppati

“Non abbiamo fatto poco, ma sappiamo di certo che c’è ancora molto da fare”, ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi parlando nell’Aula della Camera sulla crisi economica.
Ora, “occorre un piano di azione immediata che risponda allo sviluppo dei mercati, dobbiamo liberare maggiori risorse per gli investimenti. E’ essenziale che Governo e Parlamento attuino in breve tempo la delega fiscale e assistenziale”, ha aggiunto (Ansa, 3 agosto 2011)

– “In settimana esamineremo le misure per la crescita e lo sviluppo e con questo decreto dimostreremo che il governo sta sempre lavorando sodo per l’Italia”‘. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi, intervenendo alla festa del Pdl a Cuneo (Ansa, 25 settembre 2011)

– Le “vitamine” per far crescere l’Italia, sottolinea il ministro [Renato Brunetta], “sono pronte, ma certo non perché ci sono stati gli ultimatum di Confindustria. Entro il 15 ottobre, collegati a bilancio e legge di stabilità, il governo presenterà un insieme di decreti per lo sviluppo: dismissione degli asset pubblici mobiliari e immobiliari, si venderà il capitale morto; vendita delle case Iacp e comunali; liberalizzazione e privatizzazione delle public utilities; piano per il Sud”. (Ansa, 25 settembre 2011)

– “Governo e maggioranza stanno lavorando a un nuovo decreto legge, con misure concrete ed efficaci che ridiano fiducia ai cittadini, alle famiglie e alle imprese. Lo presenteremo entro la metà di questo mese, come ci siamo impegnati a fare”. Lo afferma  il premier Silvio Berlusconi (Ansa, 3 ottobre 2011)

– “Con Tremonti stiamo lavorando insieme in assoluta concordia. Si tratta di una manovra non facile. Le manovre con i fichi secchi non si possono fare”. Lo dice il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi (Ansa, 6 ottobre 2011)

– “Abbiamo lavorato con l’obiettivo di presentare il decreto sviluppo per il 20 ottobre”. Lo ha detto, al termine del vertice del Pdl a Palazzo Grazioli, il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi, che ha aggiunto ”abbiamo assegnato al ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani il ruolo di coordinamento dei lavori (Ansa, 6 ottobre 2011)

La domanda è sempre quella: qualcuno riesce ancora a stupirisi di fronte ai declassamenti di rating di questo paese?

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