La rivincita degli economisti

In un post di Tyler Cowen, l’elenco non esaustivo delle previsioni (fatte in tempi non sospetti) di economisti di differenti scuole di pensiero circa i gravissimi limiti di governance dell’Unione europea, ed i rischi di collasso dell’intera struttura che da tali limiti derivano. Così si potrà per qualche tempo smettere di dire che gli economisti non hanno capacità previsive. La struttura della Ue è da tempo un disastro in attesa di accadere, e pare che ora siamo giunti all’appuntamento con la storia.

Sulla Bce, scriveva Cowen nel 2008-2009:

«Idealmente, la Bce dovrebbe assumere un ruolo più forte come prestatore di ultima istanza in Europa, ma la Ue non prende facilmente tali decisioni. Servirebbero modifiche fondamentali allo statuto della banca, che invece è stato scritto proprio per rendere il cambiamento molto difficile, in parte perché la Germania…ha insistito per rendere la Bce incline al conservatorismo ed alla inazione. Anche se lo statuto della Bce venisse emendato, gli stati membri sicuramente impedirebbero ogni azione battibeccando su chi dovrebbe pagare i costi di nuove iniziative. Se la Bce dovrà gestire i salvataggi, il processo decisionale dovrà diventare molto più fluido, e ciò richiederebbe alla Germania di rinunciare al controllo, allontanando la banca dall’obiettivo unico della stabilità dei prezzi. Poiché gli stati membri non sono stati in grado di di accordarsi sulla riforma della costituzione dell’Unione, non è scontato che riuscirebbero ad accordarsi per cambiare lo statuto della Bce. Hanno avuto tempo – e buone ragioni – per farlo, ma non hanno ancora intrapreso alcuna azione seria»

Alla fine, con questa Ue, le previsioni sono fin troppo facili. Soprattutto quelle di eventi negativi, o catastrofici.

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