Clamorose scoperte nella ricerca economica

Interessanti riflessioni di Alan Blinder, ex banchiere centrale della Fed, riguardo il meccanismo di aggiustamento di uno squilibrio commerciale, che è il problema che sta facendo fallire l’Eurozona. E buon per lui che non lo fa in Italia, perché qui sarebbe stato arruolato a furor di popolo (austero) tra le file degli economisti comunisti, per rito officiato da qualche prestigioso accademico il cui antiberlusconismo ha finito con il produrre delle tossine genuinamente berlusconiane.

Scrive dunque Blinder, tenetevi forte perché si tratta di una scoperta che potrebbe valergli il Nobel:

Ci sono tre modi per gli altri paesi per chiudere il gap con la Germania – e ricordate, il gap è ampio. Primo, la Germania può scegliere deliberatamente di conseguire un’inflazione più elevata dei suoi partner europei, ad esempio implementando un ampio stimolo fiscale o ponendo termine alla moderazione salariale. Come si dice “questo non accadrà” in tedesco?

Secondo, gli altri paesi possono realizzare miracoli di produttività simil-tedesca attraverso riforme strutturali mentre la Germania, parlando in termini relativi, resta ferma. Buona fortuna. E anche se ciò in qualche modo accadesse, la tempistica è completamente sbagliata. Le riforme richiedono anni per produrre frutti, mentre i mercati finanziari contano il tempo in secondi.

Terzo, gli altri paesi possono sperimentare deflazione, il che significa un prolungato declino sia nei prezzi che nei salari, che è incredibilmente difficile e doloroso. E generalmente accade solo durante protratte recessioni. Purtroppo, questa può essere la via d’uscita più probabile.

Dove “la via d’uscita più probabile” significa una serie di default, per manifesta insostenibilità del costo del debito sovrano. Incredibile, non trovate? Anche un ex Fed affetto dalla sindrome di Emiliano Brancaccio, o della copiaincollatura. Da libri di testo, nel caso di specie. In che mondo viviamo, signora mia. Aspettiamo ondate di sdegno degli austerici di casa nostra, che inviteranno ad aumentare il nostro tasso di risparmio: la via migliore per trasformare la recessione in depressione, aumentare l’onere reale del debito e schiantare il paese sulla strada del moralismo inflessibile.