Il governatore alfa ed il pornocredito

Nei giorni scorsi, pensando di attuare una sagace strategia di marketing, il presidente di Deutsche Bank, Josef Ackermann, ha enfatizzato il fatto che la sua banca non abbia ritenuto di fare ricorso all’enorme LTRO dello scorso 21 dicembre per preservare presso la clientela la reputazione di solidità che caratterizza il gigante di Francoforte. Il problema di questa affermazione è che postula l’esistenza di uno stigma in capo alle banche che fanno ricorso ai fondi della Bce. E noi sappiamo che Mario Draghi si batte da sempre per allontanare anche solo il sospetto che tale stigma esista, per evidenti motivi.

Evidente quindi che la presa di posizione di Ackermann non sia per nulla piaciuta al presidente della Bce che, in conferenza stampa, ha deciso di mostrare gli attributi. O meglio, di mostrare al mondo che Ackermann ce li ha piccoli.

«I finanziamenti triennali esistono per essere usati. Non c’è nessuno stigma su queste linee di credito. Qualcuno ha fatto quella che definirei una dichiarazione di virilità. Permettetemi di dire che le stesse banche che hanno fatto questi commenti hanno avuto accesso ad altri finanziamenti. Alcune di queste affermazioni di mascolinità non sono corrette. E’ una decisione aziendale se usare o meno questi finanziamenti. Ed alcune banche che hanno avuto accesso a questi finanziamenti sono giudicate ben più meritevoli di credito di quelle che hanno fatto questi commenti virili»

E come se non bastasse questa poderosa legnata, ecco il riferimento ai governi:

«Capita che le banche che hanno fatto questi commenti siano ubicate in paesi i cui governi hanno sempre intrapreso le giuste riforme. Esse [le banche] dovrebbero dare più credito ai propri governi»

Che tradotto vuol dire che sono capaci tutti, a fare gli esibizionisti con il viagra altrui. E per contestualizzare a quale grado di ipocrisia siano ormai giunti i banchieri europei. Ma questa non è esattamente una notizia. Bravo Draghi, sempre di più.

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