Eurovertice: tra diavoli, particolari e progressi

Qualche considerazione spicciola sulle decisioni della prima giornata (e nottata) del Consiglio europeo. In primo luogo, è stato corretto l’errore madornale sugli aiuti al sistema bancario spagnolo, nel senso che il fondo salva-stati ESM potrà (ma ci vorrà tempo, e non pochissimo) ricapitalizzare direttamente le banche, anziché prestare al sovrano. In tal modo si ridurrà la pressione sull’accumulo del debito pubblico, che dopo l’accordo di qualche settimana fa aveva scatenato un attacco speculativo a Spagna e Italia.

Naturalmente, serviranno innumerevoli specifiche e puntualizzazioni. Ad esempio, sarebbe molto utile specificare che i fondi ESM possano entrare nel capitale delle banche solo dopo aver applicato un haircut alle posizioni di creditori obbligazionari, subordinati ma anche senior, per ripristinare una parvenza di regolare funzionamento del capitalismo. La ricapitalizzazione bancaria da parte del fondo ESM avverrà solo dopo che alla Bce sarà assegnato un ruolo di supervisore del sistema bancario europeo. Primo embrione (auspicabilmente) di un lungo ed accidentato percorso verso un’unione bancaria europea.

Ma l’aspetto più “rivoluzionario” è l’evoluzione del ruolo dell’ESM. Doveva essere un veicolo arcigno e super-senior, destinato a prestare ai sovrani tirando loro il collo, invece pare diventare qualcosa di molto meno aggressivo, visto che entrerà nel capitale azionario di aziende private quali sono le banche, posizionandosi quindi per definizione al fondo della struttura di capitale (l’equity). Se questo assetto non verrà successivamente stravolto e rimangiato da una tardiva resipiscenza tedesca (e finlandese), questa sarà l’innovazione più clamorosa. Forse.

Altro punto delle intese, ancor più indeterminato del precedente, è relativo al cosiddetto “impegno alla stabilità finanziaria” dell’Eurozona, usando gli strumenti EFSF/ESM in modo “flessibile ed efficiente” per stabilizzare i mercati, subordinatamente al rispetto delle raccomandazioni specifiche al paese ed agli altri impegni, sottoscritti a seguito delle valutazioni degli organismi comunitari. Questo vuol dire tutto e nulla. EFSF/ESM potranno comprare titoli di stato sul secondario o sul primario, o su entrambi? Con quali fondi, visto che le dotazioni allo stato attuale sono scarse, per usare un eufemismo? Servirebbe comunque fornire ESM di una licenza bancaria, per consentire il suo indebitamento con la Bce, e moltiplicarne il volume di fuoco.

Resta il problema di fondo: la violenza del consolidamento fiscale è destinata a gonfiare deficit e debito, pubblici e privati, nei prossimi mesi, e deteriorare significativamente i bilanci delle banche. Quindi, serviranno risorse ampie e crescenti, altrimenti ci ritroveremo ad un passo dal collasso, come ieri. Ecco perché sarebbe opportuno allungare di un biennio almeno il consolidamento delle finanze pubbliche, e fare respirare le economie. I tedeschi scelgano: o questo o un terrificante salasso di aiuti, come alternativa alla distruzione dell’Eurozona. Perché tutto si tiene. E la Transferunion è già tra noi.

Ed ora, appuntamento all’Eurogruppo del 9 luglio, dove il diavolo ed i dettagli saranno i padroni di casa.

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