Semplificare l’esproprio fiscale

Ulteriore, ennesimo esempio della fuga dei buoi dalla stalla italiana. Parlando ad un convegno dei Caaf, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha ribadito che il problema fondamentale del sistema fiscale italiano è che è “estremamente complicato”. Attendendo (da ormai molti anni, ma con maggiore urgenza dallo scorso anno, quando venne approvata la delega fiscale), le leggendarie semplificazioni, scopriremo presto che anche quella finestra di opportunità è stata sprangata.

“In Italia un’agevolazione non si nega a nessuno”, ha detto Befera.”Nella delega fiscale c’è un ampio passaggio sulla semplificazione”, riferendosi alla revisione di un sistema che prevede circa 700 agevolazioni per un equivalente di circa 240 miliardi di euro. Alcune di tali agevolazioni sono “certamente inutili e non danno l’utilità sociale per cui sono nate”. E’ il tema delle tax expenditures, gli ubiqui crediti d’imposta sui quali si esercitano gli special interests di ogni democrazia, e che finiscono col tenere alte le aliquote nominali a causa del gettito da essi sottratto.

L’obiettivo è (era) risaputo: disboscare, ammesso e non concesso di riuscirvi, le agevolazioni e, col recupero di gettito da ciò indotto, ridurre le aliquote nominali per sviluppare una strategia supply side di stimolo all’attività economica. Certo, come no. Prima i veti incrociati, oggi la profondità della crisi hanno mandato a pallino la brillante idea. Per questo motivo esiste una elevata e crescente probabilità che le semplificazioni, se ci saranno, si risolveranno nell’incamerare il gettito da esse prodotto. Non per ridurre le imposte ma per chiudere i buchi che si aprono ormai settimanalmente, a causa della violenza del consolidamento fiscale. Perché questa è la nemesi di tutte le inazioni storiche di questo paese. dagli asili nido al taglio delle tasse, passando per il quoziente familiare. E’ vero che trattasi di una nemesi in larga misura frutto del volere di una signora con la falce di nazionalità tedesca, ma la nostra genetica incapacità a riformare in tempo di pace è alfine giunta al proprio appuntamento con la storia.

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