Che lo crediate o meno

Il Congressional Research Service, organizzazione nonpartisan che fornisce analisi al Congresso, ha appena pubblicato una ricerca sulla relazione tra tagli d’imposta e crescita economica. I risultati vanno contro il senso comune, motivo per il quale ve li segnaliamo.

Dalle osservazioni conclusive del report, realizzato da Thomas L. Hungerford, specialista in Public Finance e che trovate qui, si può leggere:

«Le aliquote massime dell’imposta sul reddito sono cambiate considerevolmente dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Nel lasso di tempo tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, l’aliquota marginale d’imposta massima era tipicamente sopra il 90 per cento; oggi è al 35 per cento. In aggiunta, l’aliquota d’imposta massima sui capital gain era 25 per cento negli anni Cinquanta e Sessanta, 35 per cento nei Settanta; oggi è al 15 per cento»

«L’aliquota d’imposta media sopportata dallo 0,01 per cento dei contribuenti più ricchi era sopra il 40 per cento fino a metà degli anni Ottanta. Oggi è sotto il 25 per cento. Le aliquote d’imposta applicate ai contribuenti al vertice della distribuzione dei redditi sono attualmente ai livelli minimi dalla fine della Seconda Guerra Mondiale»

«I risultati dell’analisi suggeriscono che, negli ultimi 65 anni, variazioni delle aliquote massime dell’imposta sui redditi e di quella sui capital gain non appaiono correlate con la crescita economica. La riduzione nelle aliquote massime non appare essere correlata con la crescita di risparmio, investimento e produttività. Le aliquote massime appaiono aver poca o nulla relazione con la dimensione della “torta” economica»

«Tuttavia, la riduzione delle aliquote massime appare associata alla crescente concentrazione di reddito al vertice della distribuzione di reddito. Come misurato dai dati dell’IRS [il fisco Usa, ndPh.], la quota di reddito in capo al primo 0,1 per cento delle famiglie statunitensi è aumentata dal 4,2 per cento del 1945 al 12,3 per cento del 2007, prima di scendere al 9,2 per cento a causa della recessione del 2007-2009. Nello stesso periodo, l’aliquota media d’imposta pagata dal primo 0,1 per cento è scesa da oltre il 50 per cento nel 1945 a circa il 25 per cento nel 2009»

«La politica fiscale potrebbe avere una relazione con il modo in cui le fette di torta vengono tagliate: aliquote d’imposta inferiori possono essere associate a maggiori disparità di reddito»

Attendendo la ricerca che smentirà questa ricerca (ma sarà piuttosto difficile), è appena il caso di precisare che questo non è un endorsement a maggiori imposte. Prendetela semplicemente come una curiosità per sorprendere i vostri interlocutori durante le chiacchiere da salotto o la campagna elettorale.

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