La deriva del rapporto debito-Pil

Secondo Eurostat, il rapporto debito-Pil dell’Eurozona ha raggiunto nel secondo trimestre il livello del 90 per cento, da 88,2 per cento dei tre mesi precedenti. Nella Ue a 27 paesi il rapporto passa da 83,5 a 84,9 per cento. Il valore italiano, secondo solo alla Grecia, tocca il 126,1 per cento. Con buona pace dei programmi di consolidamento per la Grecia, che avevano come target al 2020 un rapporto debito-Pil al 120 per cento non perché tale numero avesse un qualche valore metafisico quanto perché si trattava della soglia corrente italiana. Sono i regali della austerità, ma più che altro dell’aritmetica.

Ricordate: ogni volta che il costo medio del debito eccede la crescita del Pil, il rapporto debito-Pil cresce spontaneamente, a meno di essere compensato da un corrispondente avanzo primario. Non è più (solo) un problema di mani bucate o di cleptocrazia: è una deriva spontanea. A meno di inseguirla a colpi di tagli di spese e/o aumenti di imposte che, nel breve-medio termine, sono e restano recessivi.

Che fare, quindi? Alzare il Pil o ridurre il costo del debito, direbbe Forrest Gump. Ad oggi, appare più semplice la seconda strada, in termini relativi, attraverso azione delle banche centrali, repressione finanziaria (cioè costringere la popolazione a ficcarsi in portafoglio titoli di stato, facendone salire il prezzo e scendere il rendimento), e riduzione del premio al rischio per i paesi più fragili, come il nostro (ma non solo), attraverso ad esempio l’allungamento di un paio d’anni del percorso di consolidamento fiscale. E potrebbe non bastare, per frenare la crescita del quoziente maledetto.

Quello che però dovrebbe essere chiaro a tutti, persino a Berlino, è che se si continua a tentare di comprimere questo rapporto con austerità, esso proseguirà ad impennarsi, fino al punto in cui arriveranno necessariamente default e rivolte nei paesi interessati. Con esiti che di “austriaco” avrebbero assai poco, se non al limite la comunanza con la nazionalità dell’imbianchino di Braunau.

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